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L’Ec Dom Bosco chiede l’aiuto della Don Bosco «Attività a rischio»

L’Ec Dom Bosco chiede l’aiuto della Don Bosco «Attività a rischio»

FERRARA. La crisi politica, economica e sociale che sta interessando il Brasile non risparmia nemmeno il calcio. Non tanto (o non solo) quello di alto livello, quanto quello dei campionati minori:...

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FERRARA. La crisi politica, economica e sociale che sta interessando il Brasile non risparmia nemmeno il calcio. Non tanto (o non solo) quello di alto livello, quanto quello dei campionati minori: serie C, serie D, campionati statali. Più di una squadra si è ritirata dalle rispettive competizioni. Figuriamoci come può essere la situazione a livello di settore giovanile.

Dice: che c’entra con noi?

C’entra perchè siamo stati investiti del caso dell’E.C. Dom Bosco di Contagem, agglomerazione urbana di Belo Horizonte, capitale dello stato di Minas Gerais. Il Dom Bosco, fondato l’8 maggio 1958, sorse ispirandosi ai valori di società con la stessa matrice, ideologia, sparse in tutto il mondo. E, venendo a noi, nei giorni scorsi, la dirigenza del Dom Bosco ci ha contattato per illustrare la propria domanda. A parlare è Rosemir Antonio De Jesus:

«Mi rivolgo anche a voi perchè, attraverso le ricerche che ho fatto, ho visto che a Ferrara esiste la Coppa Don Bosco. Mi pare che sia sorta negli anni ’50, immagino che l’organizzazione condivida i nostri i valori. Per come stanno le cose ora in Brasile, o troviamo uno sponsor, dei patrocinatori, degli aiuti, o siamo costretti ad abbandonare. Lo scopo di tutta la nostra attività è indurre ed accrescere i vincoli familiari attraverso le attività sportive, culturali e sociali, con l’obiettivo di formare cittadini capaci di superare situazioni di vulnerabilità sociale».

L’E.C. Dom Bosco ha varie squadre giovanili, promuove progetti sociali, partecipa a campionati e tornei cittadini e regionali. Il problema? Adesso, il reperimento di fondi: «Sono stato presidente fino allo scorso 28 agosto - dice Rosemir Antonio - ma continuo ad amministrare il club. Se trovo appoggio economico, proseguirò. In caso contrario mi ritirerò dopo 12 anni di attività e investimenti. Chiedo a tutte le realtà Don Bosco di poterci aiutare».

Vediamo se a Ferrara c’è chi raccoglie l’appello. Per le società calcistiche ci sarebbe anche la possibilità di una partnership e la possibilità di avere una via prioritaria per i ragazzi di maggior talento. È una sorta di... catena di Sant’Antonio che passa da Ferrara. (p.n.)

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