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Spal, che impatto per il centrocampo

di Paolo Negri
Spal, che impatto per il centrocampo

A carico del reparto 4 degli 8 marcatori e 7 gol su 11 totali

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FERRARA. “Una volta” usava affermare che i campionati si vincono con i gol dei centrocampisti.

In effetti, spesso funzionava così. Anche alla Spal. Quella di Zamuner, Brescia e Bottazzi promossa in serie B: i bomber erano soprattutto loro.

Ora, non vogliamo dire che la Spal attuale è destinata a... salire in serie A (verremmo presi per folli), ma se il teorema precedentemente enunciato ha un fondo di validità, allora la squadra biancazzurra è destinata a fare bene. E forse anche molto bene.

Degli 11 gol segnati finora dalla Spal (3 al Vicenza, 1 all’Ascoli, 2 all’Entella, 1 al Verona, 3 alla Salernitana, 1 al Pisa), infatti, ben 7 sono stati realizzati dai centrocampisti: 6 bersagli se li spartiscono equamente Arini, Schiattarella e Mora, quello restante è appannaggio di Pontisso..

Più che evidente, insomma, l’incidenza realizzativa degli uomini di metà campo. Tutto ciò che significa?

Intanto, che quando “scioglie le briglie” la Spal sa essere efficace, ha soluzioni ed alternative, possiede un gioco plausibile e collettivo. Poi, che la manovra è coinvolgente e collettiva. E ancora: i centrocampisti hanno tempi di inserimento, sanno “andare”, leggono il gioco. E si giovano pure dei movimenti e dei suggerimenti degli attaccanti. Che se al loro attivo hanno solo 2 gol complessivi (1 a testa per Zigoni ed Antenucci, ma possiamo ricordare quelli annullati a Cerri ad Ascoli ed a Finotto a Perugia, al di là delle querelle sul fatto se avessero concluso prima o dopo le segnalazioni arbitrali), possono pure vantare il merito di aver propiziato o agevolato alcune delle reti dei centrocampisti. L’esempio, da manuale, è quello del gol di Pisa, con illuminato assist di Antenucci e perfetto inserimento di Arini per la stoccata vincente. Azione perfetta. Applausi.

Morale? La Spal è nel vero. E se andrà ad aumentare anche la quota realizzativa degli attaccanti, allora la questione potrà diventare assai interessante. Si può pure aggiungere che le ultime consecutive vittorie su Salernitana e Pisa possono e devono aumentare il grado di consapevolezza del proprio potenziale. La Spal versione toscana è stata intelligente, accorta, solida, ha colpito in un momento cruciale ed ha vinto con merito, ma si riconoscerà che c’è stata differenza tra quella più timiduccia ed un po’ imprecisa del primo tempo e quella che dal 60’ ha deciso che sì, non andava sprecata la possibilità di poter vincere.

È un percorso di crescita. Per questo va capito e per questo bisogna cogliere i segnali. La Spal cresce fisicamente, di settimana in settimana. A Pisa ha chiuso a doppia mandata la porta (Branduani, lui sì, non ha dovuto compiere interventi di rilievo), si è mostrata più solida, alla distanza ha espresso la giusta personalità e la mentalità ideale. Arini quando è entrato, al di là del merito del bellissimo e pesantissimo gol, ha “mangiato” anche l’erba, dimostrando che giocatore è e quanto può essere utile, diversamente dall’apparizione in corso - senza slancio - con la Salernitana. Questa ed altre, tante indicazioni positive. Da molti. Dal collettivo.

E ora? Il ferro va battuto fin quando è caldo: a Cesena senza tremori.

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