Pignatti, ecco il Dna vincente di Cento
CENTO. Silenzioso e vincente. Sarà nel suo Dna perché alla fine, in un modo nell'altro, ci mette sempre lo zampino. Anche a Bergamo: una partita abbastanza anonima contro un avversario super come...
CENTO. Silenzioso e vincente. Sarà nel suo Dna perché alla fine, in un modo nell'altro, ci mette sempre lo zampino. Anche a Bergamo: una partita abbastanza anonima contro un avversario super come Ghersetti, alla fine tra i migliori in campo. Ma poi, alla fine, la zampata che ha praticamente chiuso la partita a favore della Baltur. Dopo Mirandola, Mantova, Siena e Forlì, Pignatti ci riprova a Cento dove da giovanissimo ha iniziato il suo viaggio in serie B. Corteggiatissimo in estate, ha scelto il team biancorosso rinunciando anche ad ingaggi migliori: perché la storia insegna che con “Pigna” si vince: «Di domenica salviamo la vittoria - afferma Pignatti -, obiettivamente però dico che non abbiamo fatto una gran partita. Abbiamo dimostrato di aver già maturato qualità importanti: grinta, compatezza, coesione di gruppo. Però dobbiamo migliorare; siamo all'inizio, vincere è sempre meglio: quando poi si vince giocando malino come domenica io lo ritengo un segnale. Sono contento per il successo perché Bergamo è una squadra costruita per stare al vertice».
Il “mago” delle promozioni racconta le sue esperienze che alla fine gli hanno regalato la vittoria del campionato. «A Mirandola eravamo quasi un gruppo di amici, consolidato nel tempo. Ci si conosceva tutti: c'è voluto di meno per amalgamare la squadra. Ben diverso a Siena e a Forlì, dove eravamo dieci giocatori tutti nuovi; al massimo ci si conosceva a coppie. C'è voluto tanto lavoro per costruire un gruppo e arrivare a vincere il campionato. Questo di Cento è gruppo di giocatori che ritengo molto forti, i giovani con importanti margini di miglioramento. C’è umiltà da parte di tutti, le sensazioni sono buone. Per ora posso dire che il gruppo è super, molto unito. L'ambiente è carico: Cento è Cento. Giochiamo per arrivare in alto, il più possibile. C'è ambizione, sono felicissimo di far parte di questa realtà».
Il suo inserimento procede spedito. Chi lo ricorda giovane con poca esperienza si scontra con parole da veterano puro. Da giovane è rimasta solo la capigliatura, ormai un marchio di fabbrica: «Sono stato accolto benissimo a Cento - continua Pignatti che abita, al pari di Caroldi, nella vicina Crevalcore -; mi sono inserito bene. È un dovere, sono tra i più vecchi e devo aiutare i più giovani a crescere; hanno tanti margini di miglioramento, saranno determinanti per farci fare il salto di qualità, quindi è bene crescano in fretta. I vecchi alla fine risponderanno quando servirà davvero, ne sono certo. Il mio ruolo lo conosco, devo azzerare il diretto avversario: ci sono riuscito con De Min, molto meno con Ghersetti che è un grande giocatore. Io per la squadra voglio essere importante, soprattutto in difesa. In attacco non devo essere la stella, siamo talmente in tanti che a turno ognuno sarà protagonista». Sono trascorse appena due giornate e là davanti Cento, Piacenza e Orzinuovi già appaiate. Un segnale? «Troppo presto per parlare di classifica, prevedo un campionato molto simile a quello scorso con tanti strappi. Ricordate? Partì forte Cecina, poi Forlì ne vinse 15 di fila; quindi Piacenza e Cento fecero un'altra serie di vittorie in fila. Non ha veramente senso parlare adesso di classifica. Lavoriamo sodo e cerchiamo di migliorarci, abbiamo vinto due partite contro Crema che non è per niente male e a Bergamo sul campo di una rivale fortissima: ma per guardare la classifica ci sarà tempo. Domenica la Baltur torna a Cento: ospiterà Padova.
Simone Gagliardi
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