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Il via vai degli Usa La Bondi aspetta i suoi due assi

di Marco Nagliati
Il via vai degli Usa La Bondi aspetta i suoi due assi

Basket A2. Stagione all’inizio e già tanti cambi Bowers e Roderick non sono ancora esplosi

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FERRARA. Il campionato degli italiani, si mostra effervescente sul versante degli stranieri. Un mesetto di precampionato, due partite ufficiali e già diverse società hanno ribaltato il proprio orizzonte. La A2 a forte connotazione indigena non permette di distrarsi né sul parquet e neppure fuori: cinque squadre hanno cambiato almeno un atleta e stelle e strisce, tra qualche piccolo problema fisico e soprattutto enormi dubbi tecnici. Insomma, per stare al passo bisogna stare sul pezzo. La neo promossa Udine, addirittura, ha fatto tabula rasa delle scelte estive inserendo di botto due nuovi yankee: Allan Ray e Stan Okoye. Su Ray i tifosi ferraresi ovviamente potrebbero scrivere un romanzo, considerato che è ancora nei cuori di coloro che seguirono la meravigliosa avventura estense del 2009 nella massima serie. Ray è reduce da una tormentata stagione con la Virtus Bologna, quasi inattivo invero. Ora ci riprova e Udine ha scelto di rischiare. Due volte, perché ha utilizzato il jolly supplettivo per rimpiazzare gli stranieri “tagliati” prima dell’inizio della stagione agonistica: sul mercato non potrà fare altro. Stessa posizione per Recanati e Roseto. Proprio gli Sharks abruzzesi domenica sono attesi a Ferrara e ancora non sanno se potranno schierare il neo acquisto Brandon Sherrod ingaggiato dopo il divorzio con Maurice Lewis-Briggs. I tempi sono strettissimi per lo sbarco in Italia del prospetto di Yale, che poi dovrebbe effettuare visite mediche e tesseramento. Verrebbe da dire, comunque, che al momento agli abruzzesi basta e avanza la carica agonistica di bomber Adam Smith. Due vinte su due (a Verona e con Trieste, mica bruscolini) e la guardia statunitense a quota 31 punti di media.

In casa Bondi, invece, l’impatto che finora hanno avuto i due uomini presi per fare la differenza è stato molto minore. Coach Trullo ha scelto Bowers e Roderick dopo un’attenta e lunga analisi del mercato: una situazione monitorata con nervi saldi, sangue freddo e idee chiare. Il manager biancazzurro è stato una sorta di “gambler”: ha voluto giocatori quotati ma affondando il colpo quando i prezzi si stavano abbassano, volendo unicamente uomini che si confacevano al disegno tattico. Bowers è pure reduce dalla massima serie, mentre Roderick in A2 ha costantemente recitato da cannoniere. Eppure, l’inizio non è stato all’altezza.

Laurence sta più in panchina che nel “pitturato” causa i falli (meno di 19’ di media sono un delitto), Terrence al momento vive di fiammate che smorza malamente con distrazioni assortite. Anche difensive. È chiaro che la stagione è al principio e che ai due statunitensi della Bondi non difettano esperienza e consapevolezza. Significa che hanno tutte le qualità per reagire e ruggire. Meglio prima, che poi. Meglio domenica dalle 18 al Pala Hilton Phrma: due satanassi contro gli squali. Un bel film da gustarsi.

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