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La Bondi aspetta i suoi assi: Bowers e Roderick

di Marco Nagliati
La Bondi aspetta i suoi assi: Bowers e Roderick

Basket A2. Via vai di americani nel girone, gli estensi nonostante la falsa partenza hanno fiducia in Laurence e Terrence. E domenica 16 la gran sfida agli squali di Roseto trascinati da Smith

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FERRARA. Il campionato degli italiani, si mostra effervescente sul versante degli stranieri. Un mesetto di precampionato, due partite ufficiali e già diverse società hanno ribaltato il proprio orizzonte: cinque squadre hanno cambiato almeno un atleta e stelle e strisce, tra qualche piccolo problema fisico e soprattutto enormi dubbi tecnici. La neo promossa Udine, addirittura, ha fatto tabula rasa delle scelte estive inserendo di botto due nuovi yankee: Allan Ray e Stan Okoye. Ray è reduce da una tormentata stagione con la Virtus Bologna, quasi inattivo invero. Ora ci riprova e Udine ha scelto di rischiare. Due volte, perché ha utilizzato il jolly supplettivo per rimpiazzare gli stranieri “tagliati” prima dell’inizio della stagione agonistica: sul mercato non potrà fare altro. Stessa posizione per Recanati e Roseto. Proprio gli Sharks abruzzesi domenica 16 ottobre sono attesi a Ferrara e ancora non sanno se potranno schierare il neo acquisto Brandon Sherrod ingaggiato dopo il divorzio con Maurice Lewis-Briggs. I tempi sono strettissimi per lo sbarco in Italia del prospetto di Yale, che poi dovrebbe effettuare visite mediche e tesseramento. Verrebbe da dire, comunque, che al momento agli abruzzesi basta e avanza la carica agonistica di bomber Adam Smith. Due vinte su due (a Verona e con Trieste, mica bruscolini) e la guardia statunitense a quota 31 punti di media.In casa Bondi, invece, l’impatto che finora hanno avuto i due uomini presi per fare la differenza è stato molto minore. Coach Trullo ha scelto Bowers e Roderick dopo un’attenta e lunga analisi del mercato: una situazione monitorata con nervi saldi, sangue freddo e idee chiare. Il manager biancazzurro è stato una sorta di “gambler”: ha voluto giocatori quotati ma affondando il colpo quando i prezzi si stavano abbassano, volendo unicamente uomini che si confacevano al disegno tattico. Eppure, l’inizio non è stato all’altezza. Laurence sta più in panchina che nel “pitturato” causa i falli (meno di 19’ di media sono un delitto), Terrence al momento vive di fiammate che smorza malamente con distrazioni assortite. Anche difensive. È chiaro che la stagione è al principio e che ai due statunitensi della Bondi non difettano esperienza e consapevolezza. Due satanassi contro gli squali. Un bel film da gustarsi.

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