Robert, nel nome di papà John Fultz «Venivo spesso per tifare Ferrara»
FERRARA. Quando papà John “Kociss” allenava l’allora Semper, Robert Fultz era un ragazzino voglioso di fare del basket il proprio mestiere. Okay, c’è riuscito: Fortitudo Bologna, Castelmaggiore,...
FERRARA. Quando papà John “Kociss” allenava l’allora Semper, Robert Fultz era un ragazzino voglioso di fare del basket il proprio mestiere. Okay, c’è riuscito: Fortitudo Bologna, Castelmaggiore, Roseto, Livorno, Teramo, Pesaro, Reggio Emilia, Brindisi, Brescia, Mantova, Casalpusterlengo, ancora Roseto, dove oggi è uno dei leader. Dopo aver espugnato Verona, gli “squali” hanno superato Trieste. «Dopo un precampionato molto difficile – dice Fultz Jr. -, fatto di infortuni e poca chiarezza sulla squadra in essere, siamo riusciti a trovare un equilibrio nell’ultima settimana di precampionato, quando è arrivato l’importante innesto di Amoroso. Abbiamo cambiato gli equilibri, compattando le nostre sicurezze precedenti, aggiungendo un giocatore di esperienza e qualità. Siamo andati a Verona senza niente da perdere, questo ci ha aiutati: sapevamo di partire sfavoriti contro una rivale che aveva allestito un roster molto importante. Vincendo a Verona è aumentata la fiducia, abbiamo capito che eravamo una squadra pronta. Così siamo riusciti a vincere anche in casa contro Trieste. Viviamo un bel periodo».
Adam Smith sta viaggiando a 31 punti di media.
«E’ un bravissimo ragazzo, attaccante fenomenale, con doti che ho visto poche volte in guardie americane. Ha una facilità di realizzazione e una varietà di soluzioni allucinante. Ci darà una bella mano. Andrà indirizzato, essendo molto giovane. In questi giorni sta facendo dei passi importanti per diventare un uomo squadra, capendo quando c’è bisogno di attaccare e quando di ragionare un attimo».
Al Pala Hilton Pharma che gara prevede?
«La Bondi ha allestito una bella squadra: ha un roster davvero importante. Gioca correndo, alzando il ritmo. Viene da due ko che la mettono in una posizione di dover obbligatoriamente ottenere i due punti. Dal canto nostro saliremo un po’ più liberi di testa, sapendo che dobbiamo cercare di giocarcela fino all’ultimo. La pressione sta più sulla Bondi, che non vorrà sbagliare di nuovo davanti al proprio pubblico. Noi dobbiamo fare in modo che questa pressione su Ferrara sia un aspetto a nostro favore. Proviamo ad arrivare punto a punto fino all’ultimo, dopo di che giochiamocela».
Parliamo della Bondi?
«Come talento, Ferrara ha uno dei quintetti più forti dell’A2. Roderick credo che sia il giocatore con il maggior talento della lega, di Bowers mi hanno parlato bene. La Bondi ci sta mettendo un po’ di più a trovarsi, ma quando troverà la continuità sarà molto difficile da affrontare. Anche per noi è meglio affrontarla adesso, che ancora non ha trovato la quadratura del cerchio. Ferrara è molto forte».
La chiave per batterla?
«Rallentare il loro impeto offensivo di corsa, con Moreno e Roderick soprattutto. Dobbiamo fare ragionare di più a metà campo la Bondi, arrivando all’ultimo quarto a farle pensare che non sarà facile batterci. Essere ancora in gara durante gli ultimi 10’ per noi risulterà fondamentale, dopo di che proveremo a vincere».
Suo padre John ha lavorato a Ferrara.
«Mi ricordo che venivo spesso a tirare al palasport di Ferrara. Città che ho conosciuto quando con mio padre giravo per i palazzetti d’Italia. Squadra che mi è cara. Con l’amico Soloperto ci sentiamo molto spesso, in bocca al lupo alla Bondi e a Mattia… dalla prossima partita».
Lorenzo Montanari
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