Spal, un test da grande A Cesena per sognare
Dopo due vittorie consecutive l’esame sul campo di una delle favoritissime Romagnoli in ritardo e sotto pressione: i biancazzurri vogliono approfittarne
FERRARA. Il “Manuzzi”, ribattezzato Orogel (meno male che non ci hanno aggiunto Arena, ormai sono tutte Arene...), è lo stadio più bello che ci sia. Raccolto, visuale perfetta, ribollente, affascinante. L’ideale per il calcio. Di notte, con i riflettori, col pienone (10.000 abbonati più i paganti), il suo fascino aumenta. Atmosfera da serie A, per due club - Cesena e Spal - che nelle rispettive “epoche” la massima categoria l’hanno fatta per illuminata competenza e strategia dei loro presidenti (Dino Manuzzi e Paolo Mazza), per meriti acquisiti sul campo e non come conseguenza di inieizioni milionarie di alta (?) finanza. Le vere provinciali del calcio italiano sono loro. Il Cesena, beato lui, in A c’è stato in varie fasi, anche di recente.
E allora, che partita stasera! Cesena-Spal è sfida affascinante, come la vecchia Fiorita (ora, appunto “Manuzzi - Orogel Stadium) che ci ammaliò da Cesena-Spal di Coppa Italia nel 1976, o da Inter-Saint Etienne dell’agosto ’80 quando tutta la Riviera si riversò a vedere Platini con la maglia dei verts.
Chi vince? Ah, saperlo... Cesena favorito, sulla carta. Perchè gioca nel suo chaudron e perchè era una delle più accreditate della vigilia. Se non per le prime due piazze, per i play off. Squadra potenzialmente fortissima. Gli è che i romagnoli sono in ritardo. Netto. Hanno 3 punti meno della Spal. E, soprattutto, si trovano con tanta pressione addosso. In casa hanno vinto solo una volta, stasera - per iniziare la risalita - non hanno alternativa al successo. E, probabilmente, non ce l’ha nemmeno mister Drago, che pure è un ottimo allenatore. Vedremo. Di sicuro, in caso di difficoltà, con una squadra che stenta a segnare, la calda platea romagnola potrebbe prendere a innervosirsi, col fattore ambientale a volgersi a favore dei biancazzurri.
La Spal, quindi, va con animo tranquillo. Il che non significa che si presenti al match con lo spirito di chi accetta qualunque cosa possa accadere. No, non è così. Ma senza obblighi, reduce da due belle vittorie di fila, col morale alto, la condizione in crescita, la ritrovata solidità mostrata a Pisa, la Spal insegue l’impresa. Il sogno. Il colpaccio. L’esame di passaggio è di quelli assai tosti, ma pure stimolante ed esaltante. Chiunque giochi, vorrebbe giocare una partita del genere.
Formazione. Tutto lascia supporre che si vada avanti all’insegna della continuità. Gli interrogativi potrebbero essere: in difesa centrale rientra Giani? Davanti alla retroguardia - visto che c’è da tenere d’occhio il talentuoso trequartista Laribi - il più aggressivo Arini (gasato dal gol-vittoria di Pisa e dall’ottimo ingresso in corsa all’Arena) verrà preferito a Castagnetti? Ed il contropiedista Finotto sarà confermato per una partita in cui il contropiede può risultare decisivo?
Stasera le risposte. A tutto.
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