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Ferrara e Roseto I posti del cuore di coach Trullo

di Marco Nagliati
Ferrara e Roseto I posti del cuore di coach Trullo

Basket A2. Domani Tony guiderà la Bondi contro la formazione della sua città

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FERRARA. Vallo a dire a Romeo, che domani l’amico Tony vuole battere Roseto. Spiegagli che il cuore di coach Trullo adesso batte solo per Ferrara, la squadra che allena e che è un “filino” in difficoltà. Romeo è il proprietario dello stabilimento balneare Lauretta, sul lungomare di Roseto. È lì che tutta la “banda degli abruzzesi” si ritrova ogni giorno d'estate, ogni momento in cui il sole batte forte. Poi arrivano autunno e inverno, Tony si chiude in palestra e il gruppo di amiconi si frequenta meno. Ecco, sta arrivando la partita delle palpitazioni per l’allenatore della Bondi, che a Roseto ci vive da sempre. «Non ci sono nato - spiega Tony - ma di fatto sono rosetano da sempre. Mi ci sono trasferito da più di trent’anni e ho fatto una scelta di vita: la famiglia vive lì e io quando non lavoro la raggiungo. Roseto per me è casa». Roseto è anche pallacanestro… «La prima casa in cui ho abitato era a dieci metri dalla storica palestra D'Annunzio: ho mangiato sempre pane e basket. Del resto in città tutti praticano basket. Io sono diventato coach partendo dalle giovanili, arrivando in prima squadra. L'ho allenata in più riprese, cogliendo promozioni e soddisfazioni».

Miracoli sportivi (vedi i playoff dello scorso campionato) e occasioni di rilancio. Quando vuole rilassarsi, Trullo arriva sul lungomare: passeggiate che talvolta lo portano fino a Giulianova. Una decina di chilometri. «A Ferrara avete le mura - sussurra Antonio -, noi costeggiamo il mare». Il figlio Luca gioca e perfeziona gli studi, la moglie Cinzia insegna matematica alle elementari. Saranno in tribuna al Pala Hilton Pharma: per Tony scorrono le ore forse più emotivamente intense della stagione. Sorride: «No, in realtà Bondi contro Roseto conta per me come allenatore di Ferrara. Voglio vincere. E basta. L'ultima volta che ho affrontato gli Sharks da ex, quattro anni fa, guidavo Pescara e vincemmo: conto che vada così anche stavolta».

«Con la Bondi abbiamo finalmente fatto, per la prima volta, una settimana quasi al completo. Stiamo cercando di recuperare il terreno perduto». Due sconfitte di fila, una partenza non pari alle aspettative. Mentre gli abruzzesi, dati per anello debole del girone, hanno piegato Verona e Trieste. Nello scorso torneo brillava la stella di Bryon Allen, ora spicca Adam Smith: in casa rosetana c’è fiuto per i bomber. «In realtà sono giocatori differenti - spiega Trullo -: Smith è più realizzatore, un tiratore. Ha meno potenza fisica rispetto ad Allen. In precampionato hanno fatto fatica, poi con l'inserimento di Amoroso è cambiato tutto. Lui vale un americano: ha dato equilibrio, pericolosità offensiva, letture di gioco ed esperienza. Ora Roseto ha anche un Usa nuovo: di quello di prima non erano contenti». Gli Sharks hanno tagliato Maurice Lewis Briggs, sta arrivando Brandon Sherrod ma è difficile possa essere tesserato per domani. «Comunque sia - dice Trullo - siamo pronti a qualsiasi evenienza. E non dimentichiamo che, con l'assetto senza uno straniero, Roseto ha vinto due gare su due».

Ferrara i suoi uomini che devono garantire il salto di qualità li ha invece schierati in entrambe le sfide con Forlì e Chieti, con risultati altalenanti. «La prima parte del nostro precampionato è andata bene - ricorda coach Trullo -, penso alla partite con Piacenza e Treviso. Poi ci sono stati gli infortuni e abbiamo perso venti giorni di lavoro. Non abbiamo fatto il passo avanti decisivo per partire in campionato come avremmo voluto. Una squadra nuova ha bisogno di tempo e lavoro. Ad ogni modo non dimentichiamo che a Forlì abbiamo perso di un punto, mica di venti». E con Chieti? «Abbiamo prodotto un primo quarto molto buono, poi nei due successivi parziali ce la siamo giocata. Nell'ultimo ci siamo disuniti: ancora ci manca continuità nell'arco dei 40’. Lo sappiamo, così come sono consapevole che se avessimo vinto a Forlì, la sconfitta con Chieti avrebbe preoccupato di meno. I ragazzi si stanno impegnando, ce la stanno mettendo tutta. Faremo meglio, però con Roseto non mi aspetto il basket che vorrei vedere sempre».

Coach, non s'è visto neppure il Bowers che dovrebbe imporre la sua personalità: ci fosse stato Laurence nel momento dello strappo di Chieti, diversi rimbalzi sarebbero finiti nella disponibilità Bondi e magari la gara avrebbe preso una piega differente. «A Bowers ho chiesto maggiore attenzione, non possiamo permetterci un utilizzo così limitato causa i falli. Anche se, va detto, due o tre fischi non l'hanno tutelato». C'è anche da tranquillizzare il presidente Bulgarelli: la squadra non è in vacanza. «Mannò, non lo siamo. Sul precampionato il presidente ha anche ragione, però mica l'abbiamo fatto apposta ad accumulare infortuni. Nelle prime due uscite ufficiali i giocatori non si sono tirati indietro, semplicemente ci è mancato qualcosa. Lo stiamo aggiungendo». E se il piatto col menù insaporito risultasse indigesto a Roseto, coach Tony non se ne dispiacerebbe. Con buona pace del signor Romeo.

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