Coach Taborda: «Ora il Sa.Ma. deve crescere anche di testa»
PORTOMAGGIORE. La delusione dell’esordio negativo davanti al proprio pubblico rimane ancora da digerire, ma in casa Sa.Ma. si pensa a come reagire, soprattutto a quali aggiustamenti mettere in...
PORTOMAGGIORE. La delusione dell’esordio negativo davanti al proprio pubblico rimane ancora da digerire, ma in casa Sa.Ma. si pensa a come reagire, soprattutto a quali aggiustamenti mettere in pratica.
Nel post gara, l’allenatore argentino ha analizzato in modo lucido e dettagliato la sconfitta 3-1 con il Larini Montichiari, dettata da precisi fattori di gara e gruppo: «Gli avversari - ha detto coach Taborda - difendevano molto bene e toccavano tante palle a muro, specialmente nel secondo set, quando hanno cambiato una pedina nei centrali. Sono cambiate le dinamiche del nostro attacco, perché questo giocatore era molto bravo a tenere a muro. Noi abbiamo difeso male e le cose semplici non sempre sono state ben interpretate. Dobbiamo lavorare su questi fondamentali. In secondo luogo, avere una maggior tenuta mentale. Le ricezione rimane un nostro problema, sia per una diversa tecnica di approccio dei giocatori, sia per l’adattamento alla categoria del libero Monti. Mentre in attacco non abbiamo un opposto di ruolo molto potente dalla seconda linea. Inoltre, non ho visto Fratucelli in buone condizioni, bruciandomi il cambio con Magnani. Ho cercato di mescolare le carte, ma la strategia non è risultata positiva».
Staff tecnico e dirigenza cercavano anche di capire quale potesse essere l’impatto della squadra sulla categoria, come del resto il livello della serie B unica: «Che l’impatto si sarebbe fatto sentire - ammette Taborda -, era ovvio. Montichiari è una squadra con un certo passato e una certa mentalità: ai sentono all’altezza. Noi, con calma, dobbiamo acquisire la fiducia di sentirci di questa categoria. Il precampionato è stato positivo perché non vi era nulla in gioco. Io ho chiesto, oltre a curare bene il metro quadro di ogni singolo giocatore in campo, anche di giocare con gioia, ma l’abbiamo fatto solamente nel primo set. Dopo, non l’abbiamo più avuta. Per come avevamo iniziato il secondo set, pensavo potessimo giocarcela fino in fondo per i tre punti. L’aspetto mentale sarà da migliorare in modo assoluto».
Enrico Menegatti
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