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Dominio Bondi e per Roseto non c’è scampo

Ieri a Ferrara prova spettacolare e concreta Spicca Bowers ma ottima risposta di gruppo

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FERRARA. Le cifre di un dominio, spremuta di una prestazione non soltanto spettacolare ma pure dannatamente concreta. Al netto dei 95 punti rifilati al Roseto, la Bondi ha avuto il controllo totale del campo: 46 rimbalzi (13 di Bowers) a 21; la bellezza di 26 assist (9 Moreno) contro 10. Buone percentuali da due (64%), lasciando agli avversari il 44% da due e il 27% da tre. Significa che la pattuglia biancazzurra ha funzionato su entrambi i lati del “perimetro basket”. È così arrivata la prima vittoria stagionale, meritatissima, contro un Roseto che viaggiava col vento in poppa (due successi su due) pur ancora priva di un americano. Ma ieri, al Pala Hilton Pharma, questa Bondi formato cicala e formica sarebbe stata osso duro per tutti. Perché sì, qualche ingenuità non è mancata (svariati palloni gettati gratis alle ortiche) però in generale la combriccola di Trullo è stata di una solidità eccellente.

Poi, okay, brilla finalmente la stella di Bowers che è partito forte e s’è fermato solo al 32’ commettendo tre falli in un minuto. Prima, però, il “lungagnone” della Bondi ha fatto davvero la differenza. Nei 36 punti messi a referto, ovvio. Ma anche nella morsa difensiva che ha annullato Amoroso e che ha permesso a Ferrara di avere il totale controllo dei cieli sopra il canestro. Tutta la squadra, ad ogni modo, è stata da applausi. Cortese, impreciso al tiro in maniera evidente, epperò mai rinunciatario e attento in marcatura. Benone Moreno in regia, attivo e in partita Mastellari (pure da play, con Ibarra inchiodato in panchina). Gladiatori sia Pellegrino (poco tutelato in alcune mancate fischiate) che Soloperto. Soprattutto, efficace Roderick che s’è battuto muso a muso col bomberino Smith. La differenza? Il rosetano gioca da solo e non passa mai la palla, T-Rod invece non è stato egoista: applicato dietro, altruista davanti. Non ha voluto fare il “fenomeno”, mostrandosi così meno svolazzante e assai convincente.

Dal pronti via è stato controllo Bondi: per 40’ gli Sharks d’Abruzzo non sono mai stati avanti. Subito la prima idea per mettere nei guai Roseto: dare la palla spalle a canestro a Roderick, contro il più basso Smith. Capita l’antifona, Roseto ha poi messo Fultz su Terrence. Congiuntamente è partito lancia in resta Bowers, che ha marchiato a fuoco l’incontro: 10 punti in 4’ per il 18-6. Nei primi 5’ l’attacco ferrarese è stato impressionante: 20 punti. Bowers subito innescato dai compagni, bravo Moreno a dettare i ritmi. Stavolta, un gran match da playmaker. Se Roseto è rimasto un po’ a galla, l’ha dovuto a percentuali luccicanti (75% da due e 50% da tre); appena sono calate, frutto della tenace retroguardia di casa, il margine s’è dilatato (31-24 al 10’). Dopo il primo quarto, gli ospiti mettono in piedi la zona attesa. Ferrara non la soffre: subito due triple di Mastellari, mentre purtroppo non entrano quelle di Cortese. La Bondi trova anche spazi sotto, riesce ad attaccare con la doppia dimensione. Ha pazienza, muova palla. Gioca d’assieme. All’intervallo 52-41, dopo 25’ ecco il 63-46. Al 30’ va registrato il 79-55. Regina dei “legni” del palasport, la Bondi arriva al massimo vantaggio (+26) al 32’ (81-55). E qui cala la tensione agonistica: Bowers commette 2º-3º-4º fallo in meno di 2’. Tre o quattri attacchi sono male orchestrati, Roseto comunque rimane lontano perché la dote era ampia. E appena salta di nuovo il tappo, scorre champagne: appoggio di Soloperto, torna Bowers e segna. Si riprendono palloni e si va in contropiede. Alleluia.

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