Lo stile non è acqua, teniamoci caro Semplici
FERRARA. Si può essere allenatori più o meno bravi. Più o meno vincenti. Si possono avere idee condivise oppure no, l’unanimità di consensi non appartiene a questo mondo. Ognuno di noi la vede a...
FERRARA. Si può essere allenatori più o meno bravi. Più o meno vincenti. Si possono avere idee condivise oppure no, l’unanimità di consensi non appartiene a questo mondo. Ognuno di noi la vede a proprio modo, anche se poi le competenze professionali devono essere rispettate. Sempre.
Leonardo Semplici nei suoi quasi due anni ferraresi si è dimostrato, si sta dimostrando, bravo e vincente. Ma ha un merito che va oltre: ha stile, educazione, garbo, disponibilità. Sa comportarsi. Teniamocelo caro, anche perchè - spesso - i comportamenti si riflettono sull’andamento della squadra. I meno giovani ricorderanno cosa successe ad inizio anni ’80 quando a Titta Rota capitava (spesso) di perdere la bussola e spogliatoio, risultati, rapporto col pubblico... tutto si degradava.
Adesso, quando vedi allenatori che si presentano a Sky guardando in basso, scuotendo nervosamente il capoccione, battendo i piedi e ripetendo all’infinito «sono imbufalito»... quando vedi allenatori che disconoscono la realtà dei fatti («La Spal non ha mai tirato in porta»)... quando vedi allenatori che non danno la mano... Al fischio finale di Cesena il mister dei romagnoli, Drago, sul campo ha rifiutato la stretta di mano di Semplici. Ingiustificabile. Inammissibile. Non sappiamo se dopo si sia ravveduto, se dopo si siano chiariti. Ma per cosa poi? La Spal ha pareggiato con logica, meritava di vincere, tutto si è svolto con regolarità.
Semplici quando ha vinto lo ha fatto con misura. Quando ha perso, è sempre stato equilibrato nelle analisi. In qualsiasi dopo-gara ha parlato con gentilezza. Lo stile va apprezzato come i successi. (p.n.)
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