La lunga agonia della Centese
I giocatori: «Stiamo facendo sacrifici enormi, non dateci la colpa»
CENTO. Fine partita amaro, quello della Centese di domenica. Non bastassero le incognite che gravano sul futuro del club, la sconfitta patita con la Codigorese e, inoltre, l’infortunio subito da Rispoli portato in ospedale dal 118. I giocatori, nonostante tutto, hanno fatto quadrato. Sottoscrivendo una nota e presentandosi nel dopo partita, assieme al tecnico Marini, al dirigente Maranesi ed a Claudio Giovanardi dello staff.
Per tutti prende la parola capitan Mirko Battaglia, da due stagioni alla Centese. «Fino ad oggi – dice per voce dei compagni di squadra – abbiamo vissuto una situazione paradossale. Nella quale ci siamo preparati a questo campionato facendo le docce fredde per circa un mese; portandoci l’acqua da bere da casa e allenandoci in sette, con gente che andava e veniva». Tutto questo, riporta rammaricato il capitano «senza sapere fino a quando ci sarebbe stato il campo per allenarci e per giocare la domenica. Senza avere nemmeno un euro di rimborso per la benzina, per le trasferte».
Battaglia porta il suo caso: «Vengo dalla Puglia per giocare – dice – ed ho solo questa fonte di guadagno, ma devo avere ancora diverse mensilità del rimborso spese». C’è, poi, il caso di Rispoli, infortunatosi in un contrasto, che arriva da Napoli solo per vestire la casacca biancazzurra. «Non vogliamo entrare nelle diatribe tra presidenti, Comune o istituzioni. Vogliamo solo giocare – dice il gruppo –, onorando questa maglia, finché ci sarà permesso di farlo». Anche Maranesi, attualmente factotum del club, non ci sta a veder scaricare le colpe sui ragazzi o sui volontari che, come Giovanardi, si fanno in quattro per la Centese. Delusione anche nelle parole e nel viso di mister Marini: «Vengo a Cento facendo 150 chilometri e sono arrivato qui con tutta la voglia di fare bene. In 30 anni che alleno – spiega – non mi sono mai trovato in tale difficoltà. Non molliamo e non andremo certo in campo sconfitti, nonostante alcune decisioni arbitrali assurde. E’ logico che il morale, in queste condizioni, è a zero». Da stasera, la Centese potrebbe non avere un campo dove allenarsi, ma i giocatori assicurano che «se ci impediranno di allenarci sul nostro campo, troveremo ospitalità altrove, in qualche società amica, ma alla domenica saremo pronti a onorare la maglia della Centese finché non sarà estromessa dal campionato». (mi.pe.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
