Sale il profumo di popcorn E non è dai campi di Brooklyn
B. uona la terza, con applausi convinti a sovrastare i primi, immancabili pigolii degli eterni scettici. Sì, somiglia già di più a una squadra, questa Bondi che fa tesoro del lavoro al completo in...
B. uona la terza, con applausi convinti a sovrastare i primi, immancabili pigolii degli eterni scettici. Sì, somiglia già di più a una squadra, questa Bondi che fa tesoro del lavoro al completo in palestra durante la settimana e ne riversa il frutto contro Roseto la domenica pomeriggio. E se la partita assume superficie levigata e scorrevole (appena due falli in tutto nel primo quarto), allora c'è spazio per le potenziali scorribande ferraresi tanto immaginate in estate. Il verbo “trulliano” inizia a essere assimilato e il pubblico apprezza. Smaltita la selva di fischi arbitrali ai suoi danni, Bowers ha finalmente fatto “boom”: prestazione stile “ruota del pavone” da ammirare. La dolcezza delle sue mani, davvero notevoli per il ruolo, si lascia notare, specie in avvicinamento a canestro, senza trascurare la stoccata da lontano. Moreno in campo ha fatto i bimbi coi baffi: oddio, difficile che il suo primo figlio Kyle Bryant sia nato pochi giorni fa già così, ma ci siamo capiti. La “ratio” assist/palle perse (9-2) è da incorniciare. Quanto a Roderick, solo una domanda: cosa ti rode, T-Rod?
Dai, da bravo, che puoi fare meglio. Una chicca: a un certo punto, cambiato dal coach, te ne stavi sotto la curva a saltellare riscaldando la caviglia evidentemente ancora non del tutto a posto, poi sei sparito e c'è voluto un team di ricercatori guidato dal medico Capozza per trovarti e ributtarti sul rettangolo di gioco. Boh. Ancora “missing” è invece il tiro da tre di Cortese: prima o poi la metterà dentro quella palla, statene certi, e per gli avversari saranno dolori. Intanto la rotazione è stata limitata a sette giocatori: non c'è nessun caso Ibarra, ha precisato Trullo, resta comunque la sensazione che un segnale sia stato mandato. A fine match nuovo sopralluogo di Bulgarelli negli spogliatoi: stavolta per una pacca sulla spalla e non nei bassifondi, perché gli operai han timbrato il cartellino in cantiere, mica “sui campetti di Brooklyn” (cit. presidenziale).
Nel prossimo turno ci si porta a Mantova, dove un tantino imprevedibilmente sono tuttora a secco di vittorie; quindi in casa arriverà nientepopodimeno che la Virtus Bologna, che invece di sconfitte neppure l'ombra nel panorama post-nucleare della retrocessione. Si sale di colpi e il profumo di popcorn (e di derby) in tribuna inizia a diffondersi.
Fabio Terminali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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