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Lucidi, taxista dal cuore biancazzurro

Lucidi, taxista dal cuore biancazzurro

A Roma l’ex ha incrociato per caso le Under spalline e... ha fermato il traffico

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FERRARA. Esaltante in campo. Umanamente grande nella vita di tutti i giorni. “Fabietto nostro”, al secolo Fabio Lucidi, è sempre stato speciale e non si smentisce mai.

La scena. Roma, stazione Termini. La delegazione delle giovanili Spal (Under 15 e Under 16) giunge a destinazione - lo scorso fine settimana - in vista della doppia sfida capitolina contro la Lazio, per i rispettivi campionati nazionali di categoria. Ad attendere i biancazzurri, un pullman noleggiato per l’occasione. Quando la comitiva si appresta a salire, risuona una voce: «Spal!!!».

Tutti si voltano, guardano. Gianni Barotti, storico dirigente accompagnatore delle giovanili biancazzurre, viene avvicinato. Nell’immediato non riconosce l’interlocutore e gli chiede il perchè di tanta passione per la Spal. «Ci ho giocato, e ho vinto», risponde lui.

Il look completamente diverso rispetto all’epoca ha inizialmente “ingannato” Barotti. Poi sono abbracci e parole. Lucidi ora ha capelli corti e occhialini. Ha allenato a lungo a livello dilettantistico, nel Lazio, anche in serie D. E ora che fa? Il taxista, come l’altro ex spallino - pure romano e con Lucidi in biancazzurro nel 90/91 - Stefano Papiri. Romanista Lucidi, laziale il “Papo”.

Lucidi lascia il taxi in mezzo alla strada. Code, clacson. Lui ignora tutto e continua a parlare con Barotti. La Spal (promozione in C1 con Fabbri, vittoria della Coppa Italia con De Biasi) e Ferrara gli restano nel cuore. Anche un piccolo gesto ne è la dimostrazione più lampante.

Grandissimo Fabietto...

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