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Mantova-Bondi, musica inversa

Mantova-Bondi, musica inversa

Lombardi forti ma a zero punti, estensi in netta crescita. Domani il faccia a faccia

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FERRARA. Si gioca domani al PalaBam di Mantova, ore 18. Una sfida che nel corso degli anni ha assorbito il sapore del derby: quelle partite che danno un senso alla stagione. Riempiono la pancia. Danno gusto. Da due stagioni la Dinamica Mantova è più forte della Bondi Ferrara. Eppure l’anno scorso i biancazzurri estensi andarono a violare l’impianto lombardo e quest’anno la classifica mette in evidenza le tre sconfitte tre degli Stings guidati dagli ex Martelossi e Seravalli. Insomma, Dinamica sull’orlo di una crisi di nervi: domani c’è molto in palio. Coach Trullo, invece, arriva all’appuntamento con l’abbondante iniezione di vitamina derivante dal successo (netto-abbondante-meritato) con Roseto. Stati d’animo contrapposti, dunque: la disperata ricerca della rinascita dei mantovani, la determinata voglia di piazzare un ko ad una big degli estensi. I coach, questa sfida, la presentano così.

CASA DINAMICA: PARLA MARTELOSSI

Contro la Bondi, domani pomeriggio, la Dinamica Generale sa che non può più sbagliare. Di questo, coach Alberto Martelossi è ben consapevole. «Come risultati - dice “Martello” -, peggio di così non potevamo fare. Come situazioni di gioco siamo sinusoidali, ciò non ti garantisce di poter vincere le partite: bisogna aumentare la produttività. Come sottolineano i miei giocatori abbiamo dei momenti pure molto buoni, che però sono pochi».
Al di là degli aspetti tecnici, c’è anche della paura?
«E’, prima di tutto, un problema di fare le cose migliori da parte dei giocatori, conseguenzialmente anche di squadra. Paura? Potrebbe riguardare più le situazioni individuali, dico che ognuno deve cercare di darsi una rivitalizzazione personale. Dagli atteggiamenti e dal lavoro che facciamo di squadra, non mi pare che sia un problema che riguarda il gruppo. È chiaro che la partita è diversa dal lavoro che viene fatto in settimana».
Dinamica-Bondi che gara sarà?
«Dal canto nostro bisogna cercare di essere molto concreti: adesso lo spettacolo conta poco, conta di più la concretezza. Questa è la base di partenza. Più di sempre dobbiamo pensare a noi stessi, sapendo che la Bondi è avversaria forte e, oltre a essere forte, ha una dose di imprevedibilità alta. Veramente ci dobbiamo dedicare molto poco agli avversari e pensare di far vedere delle potenzialità individuali e di squadra. Dobbiamo mettere vicino tutto quello che abbiamo fatto in queste prime gare: fare bene a rimbalzo, nelle selezioni di tiro, in difesa... Ci vuole un compendio di tutto questo».
La Bondi è Roderick- Bowers, ma non solo.
«Balza all’occhio la scelta di due americani importanti che, Roderick soprattutto, sanno fare giocare bene anche gli altri. Difficilmente Roderick è andato in una squadra che ha fatto una stagione perdente: è evidente che molto del merito è suo».
Emozionato per rivedere molti amici e tifosi estensi che continuano a volerle bene?
«L’anno passato sono state due gare molto intense dal punto di vista emotivo, in particolare quella a Ferrara. Anche quest’anno non c’è dubbio che sarà così. Ma queste cose le vivi in settimana, poi c’è la partita e lì l’idea è far vedere alla gente una sfida di alto interesse».

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CASA FERRARA: PARLA TRULLO

Dagli squali ai pungiglioni delle api, da Roseto a Mantova. Per coach Trullo è un periodo un po’ così: va sfogliata l’enciclopedia degli animali. Gli Sharks abruzzesi sono stati domati domenica scorsa, domani la Bondi va a sfidare gli Stings lombardi.
Coach Trullo, troverete una Dinamica assai agitata...
«Beh, mi aspetto una squadra non motivata: di più. Hanno un roster di qualità assortita e per tutti, me compreso, destinato a lottare per le prime quattro posizioni. Poi hanno pure aggiunto Giachetti: sono davvero in dieci a poter scendere sul parquet».
Come spiegarsi il loro zero in classifica?
«Nel calendario difficile. Tra l’altro con Treviso hanno perso nel punto a punto, mentre cadere a Bologna con la Virtus ci sta: magari non con quelle proporzioni (-28; ndr) ma la sconfitta non è un disonore. Forse la vera gara che hanno sbagliato è stata la prima, quella con Jesi».
Come li inquadra?
«Sotto canestro hanno consistenza e talento con Bryan e Candussi e naturalmente grande forza con Daniels che potrebbe fare il protagonista anche in A. Gli esterni hanno qualità e forza: vedi Corbett e Gergati. E purtroppo Amici finora ha giocato male: significa che mi aspetto faccia una grande partita contro di noi».
Ha spiegato bene ai suoi ragazzi cosa li aspetterà?
«Tutti sapranno cosa fare. Però a Mantova non so se basterà quanto di buono abbiamo fatto con Roseto: i miei li voglio ancor più cazzuti e tosti».
Anche perché poi il calendario impossibile toccherà a voi nelle prossime giornate.
«L’anno scorso a Roseto il mio inizio è stato così composto: Treviso, Verona, Mantova, Brescia, Imola e Fortitudo: che avrei dovuto fare, suicidarmi? In realtà a queste cose guardo poco: conta affrontare gli impegni uno alla volta. Dopodiché è chiaro che il futuro ci metterà di fronte a partite durissime».
Ottimista?
«Sinceramente io non vedo solo l’ora di poter avere i miei giocatori al cento per cento. Da una decina di giorni ci stiamo allenando bene, ma eravamo indietro. Ibarra e Zani entreranno nelle rotazioni perché non possiamo giocare in sette. Inoltre Roderick ha ancora problemi alla caviglia: non è che al 50% delle sue potenzialità. Finora è stato intelligente: non saltando l’uomo mancandogli atletismo, s’è messo a disposizione dei compagni».

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