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A Gorino finisce in rissa, arrivano i carabinieri

L'inizio di una rissa in campo (foto d'archivio)
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L'inizio di una rissa in campo (foto d'archivio)

Insulti (anche razzisti), spintoni, poi calci e pugni. Rossi (Estensi Spina): «Sono un arbitro Uisp, non lo tollero e mi dimetto»

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GORINO. Dagli insulti agli spintoni, poi nessuno ha più tenuto nessuno. Finisce in rissa il match fra Gorino ed Estensi Spina e il derby litoraneo non c’entra. Accade che a 10’ dal termine i padroni di casa stavano vincendo 2-1, poi al 35’ l’espulsione di Scarpa e le reti di Guidi per il pareggio e di Zhjeqi (che pure aveva aperto le marcature) per la vittoria ospite a 2’ dal novantesimo. L’Estensi Spina festeggia, i locali lo prendono come un affronto, la tensione si alza e iniziano a volare insulti, con il bomber kosovaro preso di mira: qualcuno lo insulta, in panchina c’è suo fratello, in tribuna gli amici, almeno secondo una prima ricostruzione di queste fasi concitatissime. In campo entrano panchinari e dirigenti, sembrerebbe per calmare gli animi, ma ormai la situazione è scappata di mano e si passa alle vie di fatto: è rissa generale, anche la rete di recinzione del campo viene scavalcata e volano botte da ogni dove. I dirigenti del Gorino chiamano i carabinieri, che arrivano al campo e prendono atto della situazione.
Terza categoria, un campo storicamente “caldo”, certo, ma siamo alla follia. E il presidente della società ospite, Paolo Rossi, non ci sta: «Non voglio entrare nel merito, non voglio dare torto o ragione a nessuno: quando vedo certe cose, da parte di entrambe le squadre, come persona non me la sento più di andare avanti. Calci, pugni, giocatori e dirigenti coinvolti... Sono anche un arbitro Uisp, per me tutto questo è intollerabile. Mi dimetto. Ho messo tanto di mio in questa società, ci ho rimesso tanti soldi di tasca mia, ma adesso basta: se qualcun altro vuole la presidenza, che se la prenda pure, io dò le dimissioni e, se non subentra nessuno, ritiro la squadra dal campionato, per rispetto di chi vuole fare calcio. La maleducazione non deve esistere, hanno sbagliato tutti: i miei dovevano andare a festeggiare nello spogliatoio, non farlo in campo; gli altri non dovevano alzare i toni in quella maniera. No, non giustifico proprio nessuno».
Il presidente del Gorino, Mantovani, infine, è andato alla stazione dei carabinieri di Goro a dare la propria versione dei fatti e oggi ci tornerà per denunciare danneggiamenti subiti dalle strutture del campo.

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