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Bondi contro Vu nere Crovetti apre il libro

di Marco Nagliati
Bondi contro Vu nere Crovetti apre il libro

Basket A2. Il doppio ex racconta storie ed emozioni del derby

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FERRARA. «Mi sento una sorta di osservatore speciale: in tanti anni di pallacanestro ne ho viste parecchie». Alessandro Crovetti, 58enne manager reggiano segue e telefona, si informa e racconta. Dodici anni di Legabasket, poi - diciamo così - la “libera professione”. General manager o direttore generale, amministratore delegato con responsabilità di mercato. Sfumature di ruolo a parte, il dirigente che fa funzionare la “macchina” societaria. Domenica al Pala Hilton Pharma si gioca Bondi-Virtus Bologna, più di tante altre la sua partita: otto anni a Ferrara, due con le Vu nere. Si può sostenere che, sulla via Emilia, Crovetti ha calpestato i poli dell’orizzonte: l’apice Zenit con il Basket Club Ferrara con cui dal 2002 ha scritto la “storia magnifica” conquistando la Serie A; il Nadir con la Virtus, con la quale è retrocesso l’anno scorso in A2. Un botto rilevante, nel suo insieme: la togata Bologna virtussina sul campo non era mai caduta.

«Abbiamo pagato la classifica avulsa - sottolinea Crovetti -; si pensi che abbiamo battuto due volte i campioni d’Italia in carica di Sassari, perdendo invece con le dirette concorrenti Capo d’Orlando e Caserta: avessimo invertito i risultati ci saremmo salvati». A metà di una stagione nata male, l’arrivo dell’ex ferrarese Collins stava quasi per tenere a galla la barca: «In estate avevamo impostato la squadra su Allan Ray, che alla fine per problemi al ginocchio ha giocato appena quattro partite. Una sfortuna e quando ti trascini i problemi strutturali non sempre te la cavi. Avevo un altro anno di contratto, però ho preferito lasciare». Crovetti è così: scelte consapevoli e mai subite. Adesso Ray è in A2, a Udine. Pure Allan è una gloria estense: «Per Ray rientrare in gioco in A2 è perfetto, deve rodarsi. Quando lo prendemmo a Ferrara (stagione 2009; ndr) fu determinante per la salvezza. Avevamo già firmato il contratto per l’anno successivo: in estate si fece male al campetto e addio. Ray, Collins, Jamison, Farabello e McIntyre credo siano stati i migliori stranieri che hanno giocato per Ferrara».

Quel magico anno in cui Ferrara viveva sull’Olimpo, in casa batteste di brutto l’autorevole Virtus... «E Collins “distrusse” Boykins. Il martedì, il patron virtussino Sabatini, telefonò a Collins prenotandolo per la stagione successiva». Quel tripudio estense, in un palazzetto tutto esaurito, sancì con largo anticipo la matematica salvezza della matricola ferrarese. Domenica va in scena una rappresentazione differente. Il campionato è agli albori, la Bondi s’è rilanciata alla grande. «Quello di Mantova è un bel colpo. Conosco Trullo - svela Crovetti -: allenatore esperto e che stimo molto. È stata costruita una Bondi per salvarsi, però il gruppo senza assilli può puntare anche a qualcosa in più». L’opposto per la Segafredo: «Chiaro che Bologna non può affrontare il torneo senza ambizioni massime. Una sola promozione però rende il cammino impervio, le sorprese sono una costante. I playoff rappresentano forche caudine terribili e quindi anche se ti chiami Virtus i problemi saranno enormi. Per dire: Brescia l’anno scorso è salita grazie anche all’aggiunta dopo metà cammino di David Moss. Dopodiché è chiaro che sulla carta c’è qualche formazione più forte delle altre, ma il campo poi può dire anche altro».

Ecco, il parquet cosa potrà raccontare domenica dalle 18? Bondi in salute ed in crescita, ma inferiore alla Virtus capolista epperò appena battuta da Ravenna. «Il fattore Pala Hilton Pharma può incidere ed aiutare la Bondi - dice il “Crov” -. Dal canto suo la Virtus vive anche il confronto diretto ed indiretto con la Fortitudo, vicina di casa molto competitiva. Questo dualismo è uno stimolo quotidiano a far sempre meglio. In A2 ci sono piazze storiche che richiamano pubblico ed interesse: Treviso, Verona, Trieste oltre alle due bolognesi. È il campionato degli italiani: incerto e spettacolare. Ferrara è fortunata ad esserci». Non si può che ringraziare Bulgarelli: il presidente ha raccolto l’eredità che ha lasciato Mascellani e che lei ha contribuito a fortificare. «Intanto onore al merito a Bulgarelli: chi si impegna e investe nel basket non può che essere applaudito. Ricordo che quando arrivai a Ferrara, la pallacanestro era il terzo sport cittadino dietro alla Spal e alla Yahoo pallavolo che stava disputando le semifinali scudetto. Siamo arrivati ad essere la prima realtà e lo zoccolo duro di tifosi c’è ancora adesso. Capisco che per Bulgarelli rimanere in A2 non sia facile, considerato che la Spal in B è una realtà forte. Io però conosco Ferrara: ha le potenzialità per il calcio in serie cadetta e il basket in A2».

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