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Il presidente del Gorino non ci sta «Toglieteci di dosso certe etichette»

Il presidente del Gorino non ci sta «Toglieteci di dosso certe etichette»

GORINO. Giacomo Mantovani, 25enne presidente della rinascita del Gorino, non ci sta. La ricostruzione di quanto accaduto domenica non la condivide e vuole dare la sua versione dei fatti su come e...

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GORINO. Giacomo Mantovani, 25enne presidente della rinascita del Gorino, non ci sta. La ricostruzione di quanto accaduto domenica non la condivide e vuole dare la sua versione dei fatti su come e perché la partita con l’Estensi Spina è terminata in rissa.

«La lite - esordisce Mantovani - è nata da questi due stranieri (i fratelli Zhjeqi, di origine kosovara, ndr) che per tutta la partita hanno fomentato questa voglia di rissa: appena l’arbitro si girava davano dei calcetti, delle gomitate sui colpi di testa, insultavano i nostri tifosi e anche la nostra panchina, con modi arroganti. Sul 2-1 si erano calmati, ma sul 3-2 (siglato appunto da uno dei fratelli, per la sua personale doppietta, ndr) hanno ricominciato, uno ha tirato il pallone in testa a un nostro giocatore di 18 anni... Il nostro vice allenatore gli ha fatto segno di stare zitto con il dito, uno dei nostri gli ha dato uno spintone dicendogli “va a ca’” e lui è partito con un pugno, uno è saltato addosso a Conventi, tutti si sono precipitati per dividerli, ma scivolando sono finiti per terra e lì sono volati pugni e calci».

Dalle scintille al fuoco: «Quattro tifosi dell’Estensi Spina, tra cui un fratello di quelli che erano in campo, hanno danneggiato la rete metallica e un divelto un paletto, è stata anche rotta una porta degli spogliatoi. Hanno preso anche la bandierina del calcio d’angolo, che è appuntita per poter essere piantata per terra, e l’hanno usata per picchiare... C’erano anche dei bambini in tribuna, si è creata una situazione pericolosa».

Data la sua versione dei fatti, Mantovani vuole confutare anche certi luoghi comuni: «Quello di Gorino sarebbe un campo storicamente caldo? No, non mi piace sentire ancora queste cose, appartengono al passato, ai nostri padri e a nostri nonni, non a noi: siamo 11 dirigenti, il più vecchio ha 30 anni, non voglio che si faccia riferimento a fatti accaduti tanti anni fa. I nostri tifosi erano una cinquantina, ma nessuno è entrato in campo. Insulti razzisti? No, non mi sta bene, non siamo razzisti. È da quando ho 8 anni che gioco a calcio e continuo ancora, anche se faccio il presidente: per me è finita lì, non ho rancori, ho solo rabbia per quello che è successo».

Però non è finita lì. Lo stesso Mantovani, dopo la partita, ha mosso i primi passi: «Fino a mezzanotte sono stato a casa del dirigente che ha dato lo spintone, perché queste cose non si fanno. I carabinieri? Li ha chiamati il nostro dirigente addetto all’arbitro per far identificare dalle forze dell’ordine le persone che avevano invaso il campo. È stato davvero brutto... L’arbitro? L’ho visto un po’ scosso, non so cosa possa aver scritto sul suo referto».

Questa la versione su sponda Gorino. Da parte dell’Estensi Spina, in particolare il presidente Paolo Rossi (che è anche arbitro Uisp) nell’immediatezza dei fatti aveva riferito una versione meno edulcorata ed equidistante, nel senso che aveva condannato il comportamento di entrambe le parti.

Alla fine, però, quel che conterà sarà proprio il referto arbitrale e le conseguenti decisioni del giudice sportivo. Ma per questo bisognerà attendere fino a domani.(s.a.)

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