La Nuova Ferrara

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Il volley fra ricordi e la forza della mente

di Sergio Armanino
Il volley fra ricordi e la forza della mente

Serata Panathlon col presidente nazionale Magri e l’ex campionessa di beach Momoli, ora insegnante di mental coaching

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FERRARA. Due serate in una, nel nome del volley e dello sport. Il convivio proposto l’altra sera dal Panathlon di Ferrara ha unito la palla sotto rete, nelle sue diverse declinazioni e a vari livelli, e il mental coaching, ossia l’allenamento della mente per ottenere e migliorare il risultato sportivo. Trait d’union l’ospite d’onore dell’intera giornata di lunedì scorso, l’ex beacher e ora, appunto, insegnante di mental coaching Giulia Momoli, che già in mattinata era in città per tenere una lezione agli studenti dell’indirizzo sportivo del liceo scientifico “Roiti”.

Ad accogliere la Momoli, assieme alla presidente Luciana Pareschi, dirigenza e soci del Panathlon estense, un altro ospite di vaglia, il presidente nazionale della Federvolley, l’inossidabile Carlo Magri, da un ventennio al vertice del movimento. E tanti ospiti.

«Non sono qui per “Brattino” - ha esordito Magri riferendosi all’onorevole Alessandro Bratti, ex pallavolista e vicepresidente della 4 Torri Volley -, che posso incontrare facilmente a Roma e, anzi, che vedo ogni volta ha qualcosa da chiedermi per la sua pallavolo, ma per “Brattone” - il papà, alla soglia degli 88 anni, da tempo immemore presidente provinciale Fipav -, che, dicevate, si fa ancora 8 ore d’ufficio: siamo di quel ceppo lì».

Dopo l’omaggio, la carrellata sul movimento e il suo apice, quelle squadre azzurre che sono ai vertici da decenni o che ci sono appena arrivate, come nel beach, e sempre più esaltano le platee di tifosi.

Quindi, la premiazione di Alberto Baldazzi, che in azzurro c’è arrivato stabilmente la scorsa estate e ora è al Club Italia in A2, gli interventi delle tre maggiori realtà pallavolistiche ferraresi, 4 Torri e Team Volley Portomaggiore sul fronte maschile (e giù ricordi delle antiche sfide fra cittadini e quelli di campagna, con Bratti che ha ricordato e ammesso di essere stato in campo nell’unica sconfitta patita con i portuensi, segnata da un set ceduto 15-0...), Ferrara nel Cuore su quello femminile, il tributo a chi - da Ruggero Tosi a Mauro Baroni - in città ha consentito che la pallavolo continuasse ad avere una società di riferimento e a chi ha toccato i vertici nella storia del volley estense: su tutti, Cesare Zanolli.

È stata quindi la volta di Giulia Momoli riproporre la lezione offerta agli studenti in mattinata. Candidamente, l’ex campionessa di beach volley ha ammesso di essere stata una delle tantissime ragazzine a essersi innamorata della disciplina grazie al cartone animato giapponese Mila e Shiro: «Mi ha rubato il cuore. Allora giocavo a tennis, ma Mila era così simile a me... Fino a 25 anni ho giocato a volley, poi sono passata al mio secondo amore, il beach, quello sport che ti porta a giocare sulla sabbia con 40º e l’avversario che ti vuole morto...».

E sui campi in sabbia Giulia ha imparato sulla sua pelle quello che ora insegna: «La peak performance - ha spiegato aiutandosi con un’immagine triangolare - si ottiene con lo studio tecnico-tattico, la preparazione fisica e, ed è questo l’elemento aggiuntivo, l’allenamento mentale».

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