Capello a Ferrara per amore della Spal
Il grande ex fra ricordi ed emozioni: dall'incontro con una sua insegnante agli insegnamenti di Gibì Fabbri. Fabio: «Tifo biancazzurro e la società sta facendo bene»
FERRARA. Avere a Ferrara Fabio Capello non è cosa da tutti i giorni. A fare da antipasto alla gara fra Spal e Avellino, il grande ex giocatore della Spal ha salutato la stampa ferrarese. A moderare l’incontro, avvenuto all’hotel Carlton, Federica Lodi di Sky.
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Il numero 1 biancazzurro Walter Mattioli si è detto «contento, entusiasta e felice per l’arrivo di chi ha fatto la storia del calcio: Capello, come giocatore e allenatore, ha vinto di più al modo. Bene, è nato dalla Spal: grandissima soddisfazione per la città di Ferrara e la nostra società. Al "Mazza" sono già arrivati moltissimi campioni, oggi abbiamo il campione dei campioni».
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Così l’assessore comunale allo sport Simone Merli: «La Spal ha fatto una scelta molto importante, riportare allo stadio i figli del proprio tempo. Non c’è giocatore che abbia raggiunto importanti traguardi a Ferrara che non ricordi la Spal. Ferrara è molto legata al suo tempo, è riconoscente verso i propri grandi ex giocatori e Fabio Capello è uno di quelli maggiormente importanti».
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Ha parlato di tutto, Fabio Capello, disponibilissimo con tutti. In mattinata, un bel giro in centro assieme alla moglie, con il bell’incontro con l’ex professoressa di lettere avuta alle superiori: «Sono molto contento di essere ritornato a Ferrara - dice Capello -, io allenatore della Spal in futuro? E’ già condotta da mister Semplici molto bene: la società è importante e seria, base del successo. Iniziativa molto bella e importante, quella di riportare allo stadio i grandi ex: non molte società se ne ricordano, basti vedere il Milan...».
La gioventù
«Ricordo momenti splendidi. La Spal mi acquistò che avevo 13 anni, fino ai 15 sono rimasto a casa. Il Milan mi voleva, ma mio padre aveva dato già la parola alla Spal: a Ferrara sono cresciuto e maturato, anche e soprattutto grazie a Gibì Fabbri, grande allenatore che mi ha fatto crescere. A Ferrara ho avuto amici e compagni speciali, così è ancora più bello essere ritornato dopo anni».
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Reja e Fabbri
«Con Reja siamo cresciuti assieme, amici da sempre. Fabbri è stato un insegnante di calcio, grande psicologo con i giovani, con lui miglioravamo tutti, da lui ho imparato moltissimo. Diceva che per fare gol bisogna andare davanti alla porta: da lì ho cominciato a segnare».
La Spal di oggi
«Quando vedo la maglia biancazzurra mentre faccio zapping, beh, mi fermo di più a guardare. Guardo la Spal molto volentieri e apprezzo ciò che sta facendo: tifo per la Spal».
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I momenti più belli
«In ogni campionato c’è una storia da ricordare: il primo scudetto vinto, la prima gara in A a 17 anni. Ogni anno ha la sua vittoria. La cosa più importante è dimenticare subito quello che si è fatto».
I maestri
Ho avuto due maestri: Massei e Bagnoli. Dal primo guardavo e copiavo, Bagnoli mi ha sempre trasmesso grande umanità».
All'estero
«In Inghilterra e Spagna il livello è molto alto, in Russia meno. La cosa bella di quei Paesi è che fanno giocare i giovani, cosa che in Italia non fanno. Quando ero alla guida della Nazionale inglese ho fatto giocare dodici ragazzi sotto i 21 anni. La fortuna è avere un gruppo di giocatori importanti, anche perché senza leader diventa tutto più difficile».
Capello ha fatto i complimenti a Francesco Colombarini per la serietà, chiudendo con le differenze fra Juventus, Roma e Milan di oggi: “La classifica” risponde e chiude Capello. A margine dell’incontro con “don Fabio”, il presidente biancazzurro Walter Mattioli ha annunciato che il centro di via Copparo sarà intitolato a GB Fabbri. Inoltre, Osvaldo Bagnoli sarà uno dei prossimi grandi ex a calcare il prato del Mazza.
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