Delirio Bondi Finale elettrico e Virtus battuta
Bologna negli ultimi 8” sbaglia tutto: Moreno insacca la tripla dell’over time. Poi è dominio
FERRARA. Brr... ivido. Mille sfumature di derby, che la Bondi porta a casa dopo una sceneggiatura ad alto contenuto emozionale. La Virtus sta avanti per 37’ nei 40’ dei regolamentari, si butta via in modo balzano. Ma è anche vero che Ferrara si prende le briciole e le trasforma in una torta Saint Honorè. La vince la squadra (3ª consecutiva dopo Roseto e Mantova), ma alla fine l’hombre del partido è un italo-cubano che gioca nervosamente così così per lunghi tratti della disfida, poi diviene protagonista nei secondi finali col triplone dell’insperato supplementare (67-67 a un secondo dalla sirena). È Moreno l’emblema dell’onda estense che nel prolungamento spazza via quel che resta psicologicamente della Segafredo. Ruba tre palloni, innesca il contropiede dà aria all’entusiamo. Una corrente elettrica che passa e si alimenta da giocatori a tifosi: il Pala Hilton Pharma è un delirio. I biancazzurri del conducator Trullo dilagano, largheggiano, esultano senza freni. Finisce 86-75, un match che la Bondi non ha quasi mai avuto in mano. Nell’over time ha giocato “da Ferrara” (difesa, contropiede, attacco atomico), prima s’è vista la versione meno glamour. Una miriade di palle perse (25), almeno quattro infrazioni di passi. Bologna non è mai riuscita a chiuderla perché i ferraresi hanno avuto due pregi non da poco: una difesa umile e continua ed il dominio a rimbalzo (49 a 30). Non sarebbe stato sufficiente, se le Vu nere non avessero commesso tre tragici errori a una manciata di secondi dalla sirena.
Accade che la Bondi ha appena mollato l’unica chance in cui sembra avere le mani sul match (59-55 con tripla Mastellari). Perde tre palloni consecutivi, dando il via alla fiera dell’assurdo. La Virtus torna avanti con un Lawson monumentale, la Bondi lima senza crollare del tutto. Eppure a 30” dalla fine (64-65) Bowers sbaglia, però Roderick ruba la palla che vale il sorpasso. Va in contropiede e... si fa scippare la “boccia” da Spissu. Qui, quando mancano 8”, Bologna si consegna all’inferno. Spissu invece di “congelare” il pallone allunga ad un solitario Rosselli, il quale - piuttosto che palleggiare e far finire la partita - insacca il “+3”. Palla a Ferrara, time out. Beh: Moreno non riesce a rimetterla sul parquet. Ripalla alla Virtus, fallo di Ferrara ma niente bonus e niente lunetta per i felsinei. Ancora rimessa Virtus: Cortese la ruba (pazzesco) e lancia Moreno: una scheggia, arriva lungo e con una giravolta esce sulla linea dei tre punti ed insacca la pìù adrenalinica delle triple. E la Virtus? Guardano in due, senza fare fallo. La Bondi perdeva 64-67, al massimo avrebbe avuto due liberi. I bianconeri rimangono paralizzati, la vittoria che era in mano prende la consistenza della sabbia. Il supplementare è senza storia: dominio degli Este.
Ferrara fa garrire il vessillo con agonismo e voglia, molta zona e tanta fatica. Senza Ndoja, l’ex capolista virtussina spreme una partita umile e difensiva. Anche se per 20’ segue Ferrara su ritmi frenetici, poi rallenta. La Bondi nei primi due quarti segna pochino, difende benino. Non insacca mai da tre e, soprattutto, non gioca per Bowers che resta ai margini. Al 10’ il tabellone segna 14-19, all’intervallo 29-34 quando, risalendo dal “-11” i padroni di casa trovano le prime triple (Roderick e Cortese) che consentono di restare in contatto. Ferrara, dopo il riposo mette in soffitta la vecchia “signora zona”: se la gioca vis a vis. Errori ed erroracci, la Virtus è avanti ma non assesta mai il ko. Ferrara barcolla, si attacca quasi al nulla e regge. Stoppate (Pellegrino 4 e Bowers 3) applicazione. Al 30’ ecco il 47-51, il sorpasso con Bowers e l’allungo con Mastellari. Non sarà quello il momento decisivo, l’ora clou scoccherà due minuti più tardi. Libidine.
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