Spal, contro l’Avellino gara con vista 7º posto
Partita scorbutica ma i biancazzurri vogliono ripartire dopo lo stop di Frosinone Determinazione super: la vittoria garantirebbe un bel balzo in classifica
FERRARA. Monday night. Chi sa, adesso la chiama così. La gara del lunedì sera, il posticipo. Tocca alla Spal, che - appunto - questa sera, inizio alle 20.30 - ospita l’Avellino al “Paolo Mazza”. Che razza di partita sarà?
Non semplice, anzi. Gli irpini finora in trasferta non hanno mai vinto (1 pareggio e 4 sconfitte), ma sono squadra adusa alla categoria, scorbutica, non priva di valori. Diffidare, please. Dal canto suo, la Spal ha però obiettivi ben precisi. Il primo: riprendere immediatamente la corsa dopo il ko di Frosinone che ha interrotto una serie di quattro partite utili consecutive (3 successi e 1 pareggio). Il secondo: centrare un’affermazione che avrebbe risvolti evidenti sulla classifica.
Il risultato pieno, infatti, proietterebbe la Spal a quota 18, al settimo posto, in pieno nei play off.
Dice: meglio non pensarci...
E perchè no? Pensiamoci pure, invece. Mica significa mettere pressione. O ritenere che la Spal possa essere condizionata da tutto ciò. Migliorare, crescere, significa porsi dei traguardi, alzare l’asticella. In caso contrario, tanto vale non competere. Poi, è ovvio. La Spal vincendo metterebbe anche e soprattutto un utile margine sui play out (la principale mission stagionale è la salvezza, non dimentichiamolo mai). E nessuno dà per scontato che l’Avellino sia battibile. O meglio: lo è, ma bisogna dimostrarlo. Per riuscirci servirà una prestazione di alto livello sotto il profilo tecnico, caratteriale, agonistico, tattico. Una prova completa.
Mister Semplici per l’occasione può contare su rientri importanti. Recupera i vari Meret, Gasparetto, Schiattarella e Antenucci, mentre Mora ha assorbito la botta rimediata a Frosinone. Mica poco. Sono argomenti importanti. Più soluzioni, e soluzioni di peso. Possibilità di scelta, all’inizio e in corsa, tenendo presenti i punti fermi: modulo, atteggiamento, personalità. Tutto salvo sorprese, naturalmente. Il fattore “Mazza” sarà un altro dato da considerare, suscettibile di incidere. Andrà tradotto tutto in pratica. Quanto alla formazione, azzeccarci non è compito agevole. Se Mora effettivamente sta bene e viene confermato a centrocampo, col rientro di Schiattarella ne cresce uno. Stessa cosa con Gasparetto dietro: Giani verrebbe confermato, a detrimento di uno tra Vicari e Cremonesi? Chi in fascia sinistra tra Del Grosso, Beghetto e lo stesso Mora? E, in attacco, sarà Cerri o l’ex (al pari di Arini) Zigoni ad affiancare Antenucci?
Semplici ci ha già abituato a sorprese, a mosse inattese e poi rivelatesi vincenti. Vediamo cosa estrarrà dal cilindro questa volta, dopo aver meditato nel suo pensatoio. Il risultato potrebbe essere una Spal da quartieri alti...
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