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Bondi, festa a palazzo

Bondi, festa a palazzo

Tony Trullo: «Grande curva e tifo dalla tribuna per battere una big»

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FERRARA. È bello e sereno il day after della Bondi, dopo il successo contro la Virtus Bologna. Due punti d’oro, terza vittoria consecutiva in campionato, Pala Hilton Pharma pieno come da tempo non si vedeva. Il mondo Pallacanestro Ferrara è felice. E non potrebbe essere altrimenti.

«Per la prima volta - dice coach Tony Trullo - ho visto il palazzo pieno come quando andammo in Legadue: festante, stracolmo e con una grande curva, anche il pubblico delle tribune ha tifato. Abbiamo giocato contro una grande squadra come la Virtus».

Beh, la Bondi certamente non è stata da meno...

«Abbiamo giocato alla pari nei momenti in cui non facevamo canestro, mettendo più intensità in difesa: gara a basso punteggio nei primi 20’, siamo stati bravi ad adeguarci a quel tipo di basket».

E poi?

«Ci siamo sciolti nel terzo parziale e ancor più nell’over time, arrivando a segnare 86 punti. La sensazione che ho avuto è stata di giocare contro una squadra tosta, la più tosta che abbiamo incontrato fra precampionato e campionato. La Virtus farà strada e arriverà fino in fondo».

Entrando nel dettaglio?

«Sono contento che nel secondo tempo siamo andati a cercare di più Bowers. L’avevamo preparata attaccando in post basso Umeh con Roderick e Spissu con Moreno. Ci siamo adeguati nei secondi 20’, quando abbiamo trovato più spesso Bowers: l’abbiamo messo in gara, trovando equilibrio maggiore fino al 37’, quando eravamo avanti di 4 con l’inerzia a nostro favore dopo la bomba di Mastellari».

Poi il finale, da vietare ai deboli di cuore.

«Peccato per alcune palle perse e un paio di tiri sbagliati, abbiamo ridato in mano a loro il match. Alla fine è capitato di tutto. Siamo stati bravi a riacciuffarla, ma, anche perdendo, non avrei potuto dire niente alla squadra, perché ha giocato alla pari contro una delle formazioni più forti del campionato».

Mastellari ha parlato di squadra di “matti”.

«Nel primo tempo abbiamo trovato buoni tiri, che non entravano. Dopo di che, abbiamo dei momenti in cui giochiamo meno bene: questo ci può far perdere dei palloni, ma allo stesso tempo in un amen ci può portare a fare dei break importanti. Non abbiamo paura di attaccare, giocando come sappiamo».

Tre successi consecutivi, la classifica che sorride e domenica altro derby a Imola.

«Adesso non dobbiamo perdere l’intensità che abbiamo messo durante le ultime gare, non bisogna cadere nel tranello di guardarci e dire che siamo belli e bravi. Questo è un campionato molto equilibrato, non ci sono squadre materasso. Imola si è liberata del fardello della quota zero in classifica, così mi aspetto un’altra gara tosta. Loro hanno il vantaggio di giocare in un palazzetto piccolo e stracolmo. L’unico rammarico che ho sono quei 15-20 giorni in cui non ci siamo allenati al completo. Avremmo probabilmente vinto a Forlì o saremmo stati più pronti contro Chieti. Però adesso le cose le stiamo mettendo a posto, abbiamo ancora dei margini di miglioramento, dobbiamo cercare di limare alcune situazioni che contro la Virtus mi sono piaciute meno. Però stiamo crescendo».

Ultime parole, quelle del coach, prima di partire per la sua Teramo e andare a verificare i danni provocati dal terremoto: «È la casa dove sono nato, a quei tempi si nasceva in casa, non in ospedale. Era già stata danneggiata dal terremoto del 24 agosto, adesso di nuovo...».

Lorenzo Montanari

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