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Capello, emozioni e ricordi: «Tifo Spal»

di Paolo Negri
Capello, emozioni e ricordi: «Tifo Spal»

Passeggiata in città, conferenza stampa, premiazione allo stadio. Il grande ex commosso: qui ritrovo la mia gioventù

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FERRARA. Un grande. Un grandissimo. Disponibilie, partecipe, comunicativo. Nessuna dichiarazione di maniera. Un affetto vero e profondo per Ferrara e per la Spal. Fabio Capello ieri si è concesso un tuffo nel passato. Invitato dalla Spal, premiato in campo - con una maglia biancazzurra, prima della gara di ieri sera contro l’Avellino - nel pomeriggio il grandissimo ex (personaggio di spicco del calcio internazionale, giocatore di prestigio, il tecnico più vincente al mondo) ha concesso una lunga conferenza stampa, all’Hotel Carlton. Sono affiorati ricordi, emozioni, un attento sguardo al presente del club biancazzurro, per il quale ha avuto parole di grande stima.

«Ringrazio per l’invito, per l’iniziativa davvero bella. Non sono molte le società che si ricordano delle radici, del passato, dei propri ex. Basti pensare al Milan attuale... Credo che chiunque venga chiamato dalla Spal torni con piacere e ricordi la propria gioventù. Io oggi, qui, mi sono sentito il giovane di quegli anni ’60. Sono uscito dall’albergo alle 10, per passeggiare con mia moglie, rivedere i luoghi dove ho studiato, dove ci incontravamo. Sono passato davanti agli ex uffici di Paolo Mazza, una signora mi ha fermato chiedendomi se la riconoscessi. Sinceramente no. Mi ha detto che era la mia ex insegnante di italiano all’istituto per geometri, e mi ha ricordato che le chiedevo di essere interrogato solo quando ero preparato. Una grande emozione, sono tornato molto indietro nel tempo...».

Introdotto dal presidente Walter Mattioli, dall’assessore allo sport Simone Merli e da Federica Lodi - giornalista di Sky -, Capello ha espresso apprezzamento per la società: «La Spal è condotta molto bene. Far lavorare l’allenatore è alla base del successo. E bisogna sempre avere calma, si deve ragionare, non agire d’impulso».

A Francesco e Simone Colombarini, Capello ha detto: «Vi faccio i complimenti, qui c’è serietà. Per me è un piacere e un onore essere a Ferrara, tra di voi, con una società come quella che ricordavo io».

«Mica poco...», ha sussurrato patron Francesco, gratificato dall’attestato di stima. A Colombarini senior, che ha sottolineato come all’epoca di Capello alla Spal non avesse tempo per seguire il calcio, “don Fabio” ha replicato: «Lei ha fatto la fortuna di tanta gente creando posti di lavoro. Noi trasmettiamo emozioni, lei lavoro».

Simpaticissimo il siparietto con mister Semplici, entrato in sala proprio nel momento in cui veniva chiesto a Capello se anche lui - come Reja - un giorno vorrà allenare la Spal:

«Aspettiamo un po’...», ha esclamato l’attuale tecnico spallino, che poi si è presentato a Capello dicendogli: «Per me è un onore». Al che il grande trainer ha ribattuto: «Stai facendo un lavoro unico».

Semplici ha seguito la conferenza stampa, è intervenuto, ha posto domande a Capello. Che ha ricordato il suo approdo a Ferrara: «La Spal mi acquistò quando avevo 13 anni e mi lasciò a Pieris fino ai 15. Gipo Viani, d.s. del Milan, venne a casa da mio padre per invitarlo a chiamare Mazza dicendo che quando aveva firmato per la Spal era ubriaco e si era sbagliato. Il papà rispose che aveva una sola parola. Fu la mia fortuna. Qui sono cresciuto, sono maturato, ho completato gli studi. Fu la scelta giusta. Ho lasciato amici, compagni. La cosa bella è essere tornato oggi. Sperando che da stasera per la Spal sia tutta una discesa...».

Capello ha rivisto Pasetti, Bozzao, Cantagallo... Ha rievocato Massei («Un maestro, studiavo per capire come fosse così bravo»), Bagnoli («Per l’umanità che mi ha dimostrato»), il grande Gibì Fabbri: «Il mio insegnante di calcio. Grande psicologo, capiva ed aiutava i giovani, spiegava amabilmente ma sapeva essere severo: aveva grandi doti. Ha migliorato me come tutti. Ora si parla di statistiche, computer... Lui diceva che per segnare bisognava arrivare davanti alla porta. Ho imparato da lui e ho iniziato a fare gol. Alla Juventus avevo Ibrahimovic che girava, girava... Gli ho ricordato quell’insegnamento di Gibì».

In definitiva, Capello resta innamorato della Spal: «Quando faccio zapping e vedo le maglie biancazzurre mi fermo sempre. Apprezzo quanto sta facendo. Io faccio il tifo per la Spal».

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