La Nuova Ferrara

Sport

vista dalla tribuna

Fra il paradiso e l’inferno la bomba di Moreno

Dell’aldilà nulla sappiamo, eccetto un particolare. E cioè che tra il paradiso e l’inferno, in quel passatempo terreno che è la pallacanestro, c’è di mezzo una bomba di Yankiel Moreno. Accalappiare...

2 MINUTI DI LETTURA





Dell’aldilà nulla sappiamo, eccetto un particolare. E cioè che tra il paradiso e l’inferno, in quel passatempo terreno che è la pallacanestro, c’è di mezzo una bomba di Yankiel Moreno. Accalappiare così il tempo supplementare, sfruttando ciò che si può tranquillamente definire un suicidio dei virtussini, nelle sembianze di una palla persa quando bastava non passarsela affatto e attendere un inevitabile fallo per spassarsela alla grande in lunetta, è stata tra le maggiori soddisfazioni che un appassionato ferrarese di basket possa ricordare. Contro Bologna, poi: goduria tripla, manco a dirlo.

Abbiamo visto tifosi increduli, alcuni addirittura a un’incollatura dalle lacrime. Altri ancora, i professionisti dell’uscita anticipata dal palazzo a partita giudicata persa senza appello, in realtà dilettanti delle emozioni a buon mercato, continuare a sbirciare con un piede sulla porta e poi tornare mestamente al proprio posto come nulla fosse successo. Fulmini e saette su di loro. Altra certezza, qui nel purgatorio delle anime in attesa: si rigiocassero altre cento volte quell’ultima manciata di secondi del quarto quarto, cento volte Ferrara perderebbe. Tuttavia, è proprio l’inatteso, l’imprevedibile, l’impronosticabile il fattore cardine del gioco. Afferrabile dalle squadre dotate di senso misto a coraggio e la Bondi, in queste prime uscite di campionato, dimostra di avere entrambe le leve.

Trullo ha tracciato il solco di un’identità chiara: basket spiccatamente offensivo, alto numero di possessi, elevata dose di rischio in termini di passaggi dopo il rimbalzo difensivo e conclusioni al tiro scoccate preferibilmente in contropiede. I suoi ragazzi lo seguono, per certi versi esasperandone i concetti, con in aggiunta un carattere grande così. Quando una migliore selezione incrocerà una continuità di prestazioni appena più regolare, allora avvisateci e non svegliateci. Perché a quel punto il giocattolo pensato dall’ex coach di Roseto, sempre al limite della rottura, avrà cominciato a funzionare davvero, per regalare a noi bambini altre sensazioni difficilmente dimenticabili. Come quella di domenica.

Fabio Terminali

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google