La Nuova Ferrara

Sport

Il ritorno di Pignatti e la Baltur può volare «Non vinco da solo»

Il ritorno di Pignatti e la Baltur può volare «Non vinco da solo»

Basket serie B. L’ala domenica è stata match winner «Ma vale la squadra e questo pubblico meraviglioso»

3 MINUTI DI LETTURA





CENTO. Dopo due stagioni da avversario (la prima a Siena solo nella semifinale di Coppa, l’altra a Forlì) è tornato a casa. A Cento, da dove una decina d’anni fa è iniziata la sua carriera. Era giovane, i capelli rasta appena accennati; pochissimi minuti in campo, era un apprendista che doveva farsi le ossa. Che fosse portato, si vedeva, ma che potesse diventare così decisivo, in pochi ci avrebbero scommesso. Pian piano ha unito alla grinta, che lo rende forse il miglior difensore della serie B, anche la tecnica; ha migliorato in maniera esponenziale il tiro e ha iniziato a vincere. Due campionati di fila tra Mirandola e Mantova da protagonista. Non confermato in serie A, è sceso a Siena, dove ha subito vinto. Irresistibile la chiamata di un’altra nobile decaduta, Forlì, storia recentissima terminata con l’ennesimo campionato vinto, il quarto di fila. Con “Pigna” si vince e la Baltur, appena finito lo scorso campionato, l’ha subito cercato e la volontà di unirsi era reciproca.

Una finale per andare in serie A con la canotta della Benedetto Pignatti l’ha persa, ma era il 2005, il famoso anno di Castelletto, giovanissimo buttato nella mischia in un concitato finale: «Ricordo bene - esclama l’ala biancorossa -, mancava poco, eravamo sotto di due punti. Casadei penetrò e mi scaricò la palla, dovevo tirare perché l’azione stava finendo. Sbagliai il tiro: non aver segnato è stato un grande rimpianto».

Altri tempi. Adesso nella mischia ci si butta eccome, da gladiatore. Quella finale del 2005 la rivuole, stavolta per vincerla e da protagonista. Intanto, domenica è stato il match winner, subito 5 punti in 20” a lasciar intendere che serata sarebbe stata per l’Urania Milano. Prima di condurre per mano la squadra che, pur in vantaggio, faticava ad attaccare. Un canestro tirava l’altro, dal centro o dall’angolo ma sempre da tre punti, 4/5 alla fine, per un “ventello” strappa applausi: «Abbiamo vinto bene, direi che nel complesso abbiamo offerto una buona prestazione. La differenza l’ha fatta la percentuale al tiro, eravamo sciolti. La partita è girata quando contro la zona abbiamo iniziato a segnare con continuità, lì ce ne siamo andati e non ci hanno più ripreso. Purtroppo abbiamo già perso in casa, ma adesso basta. Questo deve diventare un vero fortino. Abbiamo un pubblico che ci sostiene sempre, qui non deve più vincere nessuno».

Coach Giordani dice che se un giocatore di energia come “Pigna” inizia a segnare così, allora se ne vedranno delle belle. Lui sorride e cerca l’ago nel pagliaio: «Ho segnato parecchio, un tiro chiamava l’altro, e segnare aiuta. Con la nuova distanza del tiro da tre non ho mai tirato con questa percentuale. Sono soddisfatto, però avrei potuto anche fare meglio. Ho sbagliato tre tiri liberi, errori che gridano vendetta. Comunque, i campionati non li vince un giocatore da solo, li vince la squadra. E questa è una buona squadra, un gruppo super. Ognuno deve sfruttare l’occasione: a me domenica è andata bene, mi piacerebbe segnare tre o quattro canestri da tre punti ogni partita, ma non sarà così. L’occasione capiterà anche ad altri e bisognerà coglierla al volo».

Pignatti è entusiasta del compagno sotto i tabelloni: «L’intesa con Benfatto procede alla grande, giocare con lui è un piacere. È di una spanna il miglior centro di tutta la categoria. So perfettamente che è più grosso degli altri e potrà andare incontro a difficoltà, perché si fischia poco e perché gestirsi non è facile. Ma con lui mi trovo a meraviglia, come giocatore e come persona».

Simone Gagliardi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google