Una Spal da sogno fa tris Antenucci sbrana i lupi
Tripletta del bomber, successo netto e meritatissimo contro l’Avellino
FERRARA. Davanti al grande ex Fabio Capello (ed al c.t. degli azzurrini, Di Biagio), la Spal si esalta e schianta l'Avellino: 3-0 nettissimo (anche una chiara occasione sbagliata, un rigore fallito, una traversa, corner in serie), tripletta di Antenucci. Bel balzo in classifica, prova più che convincente. Il merito? Avere pazienza, rischiare nulla, continuare a giocare fino a colpire. Applausi.
Mister Semplici rispetto a Frosinone rivolta la Spal come un calzino: fuori Branduani, Vicari, Del Grosso, Castagnetti e il tandem d'attacco Cerri-Finotto. Rientrano - dopo infortuni, squalifiche o iniziali scelte tecniche - Meret, Gasparetto, Beghetto, Schiattarella, Zigoni e Antenucci. Sei undicesimi "nuovi", insomma.
Gara aspra, tattica, fisica. Partita che non decolla. La Spal ha più iniziativa e cerca la vivacità di Lazzari e Schiattarella. Molti errori tecnici su entrambi i fronti. Al 19' un errato disimpegno di Meret, con i piedi, crea apprensione. Al 32' la Spal perde Cremonesi per un guaio muscolare. Dopo un attimo entra Vicari, nel mezzo, Giani trasloca centrale di sinistra. Prima emozione al 35': palla in area, Zigoni devia, gran rovesciata di Antenucci e Frattali d'istinto si salva in angolo. Il gol è nell'aria. E nasce sullo straordinario asse Schiattarella-Lazzari, al 39': grande invito del primo per il laterale che si beve Soumare, entra in area e mette teso in mezzo dove Antenucci approfitta dell'incertezza della difesa (Djimstiti stoppa male), controlla e scaraventa dentro. Polveri accese. Passa un minuto e lo stesso Antenucci si invola, vede Zigoni solo in area e lo serve, ma il centravanti non ha un buon controllo orientato, quindi cerca il dribbling su Frattali ma il portiere gli porta via il pallone (rischiando il rigore). Il 2-0 sarebbe stato colpo decisivo. La Spal insiste, ci crede, martella sul lato sinistro dell'Avellino. Al riposo il vantaggio è meritato.
Nella ripresa subito il "Mandingo" Mokulu nell'Avellino, al posto di Verde, Avellino col doppio centravanti. La prima banderilla è della Spal, con Giani che mette alto dopo corner di Schiattarella e deviazione in area. Al 4' Lazzari fa mangiare la polvere a tutti, Zigoni ci mette il pollicione destro e la palla esce titillando il palo. Lazzari è incontrollabile. È grande Spal. Rigore reclamato al 6', Lazzari (e chi se no?) per le terre: il penalty ci stava. Arriva all'11'. Pasticcio irpino, Mora si inserisce e l'ex D'Angelo lo atterra. Primo rigore stagionale per la Spal. Fallito: Antenucci, destro centrale e Frattali ribatte. L'Avellino si rianima. Mister Semplici inserisce Cerri per Zigoni. Toscano replica con Ardemagni al posto di Soumare: forza massima, tre centravanti. Tensione, un fallaccio su Lazzari non viene sanzionato, Asmah si avvicina allo spallino a terra che si rialza e reagisce: ammoniti entrambi, Lazzari sarà squalificato. I minuti sembrano non passare, la gente lo capisce ed alza al massimo il proprio sostegno. Asmah continua a non tenere Lazzari, commette l'ennesima scorrettezza, rimedia il secondo giallo e la conseguente espulsione. E allora la Spal piazza il morso che fa stramazzare i Lupi: sinistro di Beghetto da distanza siderale e traversa piena; la sfera s'impenna, Antenucci arriva prima e va più alto dell'avversario, palla oltre la linea nonostante il disperato tentativo di un difensore. Gara chiusa. Col sigillo di Antenucci al 44', destro radente su invito di Cerri, a battere Frattali in uscita. Grande vittoria, meritatissima. La Spal è settima e sogna. Fabio Capello se la ride, concedendosi ai selfies dei tifosi.
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