«Bella la Bondi dei due giganti»
Coach Michelini dopo la vittoria sulla Virtus: Roderick e Bowers fanno la differenza
FERRARA. Stefano Michelini, bolognese classe di ferro ’56. Ferrarese d’adozione di lunga data (la prima panchina in difesa dei colori d’Este è datata 1985), allenatore e commentatore televisivo. “Divulgatore sommo” di pallacanestro, premiato meno di un mese fa proprio dal comitato provinciale basket. Era la serata in cui Giorgio Bianchi (lunedì 3 ottobre; in alto a sinistra la foto con la targa) assegnava i riconoscimenti alle società ed ai personaggi della palla a spicchi ferraresi che più si erano messi in mostra nella stagione precedente. Il “Michelo” c’era, perché Ferrara «è sempre nel mio cuore» spiega coach Stefano. Michelini ha visto la Bondi diverse volte quest’anno: non s’è perso il derby di domenica scorsa con la Virtus Bologna. Un rock, effervescente. Meraviglioso per la sponda biancazzurra. Stefano ride e il riferimento alla musica non è casuale: «Sabato sera sono andato a ballare sul litorale comacchiese. Sono giovane e fino a ottant’anni non se ne parla di smettere. Bisogna vivere: siete voi che volete invecchiare». Ecco, si parte così a discorrere di “palla a canestro”. «Domenica, sugli spalti e nelle facce dei giocatori, ho visto l’ambiente ferrarese che conosco e apprezzo: un’umanità che mette tutti a proprio agio. I risultati, qualunque essi siano, nascono anche da questo».
«Poi il progetto tecnico è stato messo nelle mani di Trullo - prosegue Michelini -: uomo di super esperienza, allenatore di primissimo livello. Sa come muoversi nel gestire le situazioni e sa “maneggiare” i giocatori di personalità».
Michelini, peraltro, diede un grosso dispiacere al Trullo prima versione ferrarese: nel 2001 con Novara vinse un playoff che valeva la promozione proprio contro la Sinteco di Mascellani guidata da Trullo. Per fortuna ci fu anche la finale tra perdenti e il Basket Club Ferrara salì in A2 piegando Cento. Parentesi chiusa, passato archiviato. Parliamo della Bondi attuale...
«Sono stati ingaggiati due stranieri che sono grandi giocatori - spiega “Michelo” -; Roderick per me sarebbe stato un perfetto sesto uomo per squadre di Eurolega, se negli anni scorsi avesse fatto un certo lavoro di potenziamento atletico. Lo seguo da quando era a Rimini, lo ritengo un ottimo elemento. Certo, non ha un tiro da tre solidissimo però in A2 fa la differenza. Come, ovviamente, Bowers che è un vero gigante in questa categoria».
Capitolo italiani, coach. Coloro che, a differenza dalla serie A dove sono dei paria, qui danno un’anima. «Cortese sta trovando un “signor” equilibrio. Mi piace molto come sta in campo. Riccardo in A era ai bordi delle gare, ora è un protagonista. Sono poi molto contento dei progressi di Pellegrino (in azione contro la Virtus nella foto in alto a destra; ndr), pivot decisamente interessante e che ricordo da ragazzino quando ero a Trapani. E non dimentico Mastellari, oltre che figlio di amici sta diventando una certezza: un bravo ragazzo con testa sulle spalle». Tre giorni fa, la Bondi ha piegato la Virtus in un finale definiamolo bizzarro. «Beh, diciamo però che su Moreno, nell’azione della tripla all’ultimo secondo che ha portato al supplementare, non era facile fare fallo: Yankiel è stato velocissimo. Poi, vero che forse Rosselli non avrebbe dovuto in precedenza segnare il “+3”, semmai era conveniente far scorrere i secondi. Però sono discorsi del dopo, inoltre Rosselli è ragazzo che ha un’intelligenza cestistica spaziale». E Ferrara se la gode... «Finchè dura questo momento di esaltazione è giusto cavalcare l’onda. Vale però la consapevolezza che la A2 è equilibrata: come se ne vincono due o tre di fila, altrettante se ne possono perdere. Questo è un torneo bellissimo, nella trasmissione Over time (il mercoledì su Rai Sport dalle 18.45; ndr) ho creato la rubrica “Sotto il campanile” per commentarlo. Ci sono 70 derby: ditemi voi se non è un campionato interessantissimo».
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