L’Inter caccia De Boer ma il futuro rimane una grande incognita
I dirigenti italiani per Pioli, i cinesi per un tecnico più esperto Europa League: domani in panchina Vecchi dalla Primavera
MILANO. Non una ma trina: l'affare De Boer - concluso ieri con l'esonero - mette a nudo le divisioni dell'Inter del dopo Moratti. Il Suning raccoglie l'eredità di Thohir e lo tiene in piedi come presidente. La distanza tra Nanchino e Giacarta non è incolmabile mentre è siderale quella da Milano e dall'Italia. I cinesi col calcio sono pesci fuor d'acqua, hanno bisogno di consigli, chiedono a Moratti ma non si fidano fino in fondo, si chiudono in se stessi, restano in disparte pur investendo ben 100 milioni nel mercato.
Nella società il dialogo è difficile, le decisioni macchinose: ci sono il capo del Suning Zhang Jindong, il presidente Thohir e il trio Gardini-Ausilio-Zanetti che però non ha alcun potere decisionale. Tronchetti Provera rivorrebbe Moratti operativo a tutti i costi e critica una società che pretende di governare dall'altro capo del mondo. Il Suning lascia fare a Thohir e commette un errore strategico. Il tycoon indonesiano non ha più la maggioranza delle azioni ma si comporta non solo da presidente ma anche da padrone. Riesce a entrare in rotta di collisione con Mancini, il dialogo si riduce ai minimi termini e si consuma lo strappo con l'intero staff di Thohir, Bolingbroke in testa. L'allenatore non riesce ad andare avanti, cerca una sponda coi cinesi ma ad agosto è finita. Moratti non è d'accordo, Thohir ancora una volta dice una cosa e fa l'esatto contrario. Da mesi è in contatto con Frank De Boer. L'olandese non parla italiano, coltiva l'idea impossibile del calcio totale, non ha alcuna idea che squadra troverà a Milano. Ma accetta la sfida impossibile, sentendosi protetto e coccolato da Thohir. Vittoria con la Juve a parte, l'Inter precipita in serie A ed è quasi fuori dall'Europa. All'assemblea dei soci venerdì scorso l'ultima farsa: le tre anime dell'Inter si saldano nell'esprimere piena fiducia a De Boer. Quattro giorni e arriva l'esonero. Il Suning chiede ai dirigenti italiani di agire ma incombe una nuova divisione: Ausilio e Gardini si battono per un italiano (Pioli), Suning spinge per un profilo internazionale. Al momento c’è Stefano Vecchi, dalla Primavera: sarà in panchina domani cotro il Southampton in Europa League e domenica contro il Crotone.
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