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«La Bondi sta regalando emozioni»

di Marco Nagliati
«La Bondi sta regalando emozioni»

Lo sponsor Giuseppe: squadra e staff mi piacciono molto e io sono pronto a rinnovare

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È iniziata l’Nba, che in famiglia è seguita assai. Riapre il pastificio dopo un paio di giorni di ferie («quindi in settimana avremo molto lavoro da sbrigare») e - soprattutto - la Pallacanestro Ferrara sta correndo a cavallo della tigre. Dopo i digiuni emotivi della scorsa annata, l’attuale sta diventando persino eccessiva. Non fosse che, quando si respira euforia, non ce n’è mai abbastanza. Giuseppe Bondi viaggia e segue l’azienda con l’attenzione di sempre, però è innegabile che il basket - che già aveva sottopelle - in questi mesi gli stia offrendo momenti da evidenziare. Lo sponsor sorride soddisfatto dopo la vittoria di domenica dei biancazzurri nel derby contro la Virtus: per rivale abbattuta e posizione di classifica, il momento migliore del suo biennio al fianco di Bulgarelli e della società. «Diciamo che quella di domenica è stata una partita al cardiopalmo - esordisce Giuseppe Bondi -; per me, ad ogni modo, abbiamo giocato meglio della Virtus. Poi abbiamo vinto, in modo a dir poco rocambolesco, e questo rende ovviamente diversa l’analisi generale. Eppure resto convinto che anche prima delle battute finali e del supplementare noi avevamo prodotto un gioco migliore dei bolognesi».

Bondi tira fuori l’appassionato Nba che è in lui: «Come dice Flavio Tranquillo (telecronista Sky per le partite del basket pro a stelle e strisce; ndr) gli dei del basket questa volta hanno aiutato noi. A Bologna ho molti contatti, tra amicizie e lavoro, devo dire che questa settimana per me è proprio magnifica».

La Bondi 1.0 non ha fatto faville, nello scorso cammino. Pur tuttavia riuscendo ad evitare le sabbie mobili della bassa classifica: per come si erano instradate le situazioni ad un certo punto, una nota non trascurabile. La Bondi 2.0 è però, innegabilmente, di altro spessore. «Quando si fa una programmazione seria e per tempo, poi è più facile che si imbocchi la strada giusta - spiega Bondi -: già a febbraio avevo parlato di rinnovamento col presidente Bulgarelli e con il direttore generale Veronesi. E in quell’occasione avevo fatto il nome di Trullo. Si vedeva come lavorava a Roseto, facendo cose importanti in una realtà non certamente ricca. Ha un bel modo di fare, esperienza... Buon senso. Portarlo a Ferrara è stato il primo passo della ricostruzione».

Lei, Giuseppe, non ha mai nascosto che il gioco della pallacanestro le scorre nel sangue. S’è avvicinato al club di Ferrara, vive in prima persona uno spicchio di vita societaria. Pensa già al futuro? «Sì, eccome. Se le cose si continuano a programmare in questa maniera avremo sicuramente delle soddisfazioni e io sono disposto a continuare a sponsorizzare la squadra. La città risponde, sia in termini di pubblico che come riscontro per le aziende. Il basket è uno sport eccezionale e va aiutato».

«Gestire una società come la Pallacanestro Ferrara è molto costoso, ma abbiamo degli obiettivi e vogliamo perseguirli. Ed è bello mantenere la città in serie A: siamo al top del basket, deve essere un motivo di orgoglio. Regaliamo emozioni: sinceramente mi piace questo aspetto. Investire per dare una mano alla propria città ha un significato profondo: uno potrebbe anche comprarsi una macchina super costosa, poi dopo due anni la cambi e non ti è rimasto nulla. Se investi nello sport, invece, dai alla gente e condividi momenti come quelli di domenica che non cancellerai mai. La Bondi che batte la Virtus rimarrà nella storia».

La squadra era partita con due sconfitte... «E io vado a cena con Trullo, lo incoraggio. Aveva bisogno di tempo e poter lavorare con tutti i giocatori dopo un precampionato difficile. Tony mi disse: “Vedrete, faremo meglio”. Ne ero sicuro». Per la prima volta dell’era Bulgarelli, tra l’altro, si possono schierare due americani affidabili. In passato uno era sempre un rookie che non decollava: «Roderick è un grande che ancora non ci ha fatto vedere tutto il suo potenziale. Quanto a Bowers, beh: lui è uno spettacolo. In generale Trullo ha avuto il merito di scegliere i giocatori funzionali al suo stile di gioco, un basket frizzante che esalta il pubblico. Il tempo gioca a nostro favore: gli stessi atleti stanno bene insieme e si divertono. Pellegrino, Cortese... bravi ragazzi, forti dentro. Mastellari è finalmente un giovane che tiene il campo con personalità. Il nostro quintetto è molto competitivo e in panchina due o tre sono in gamba. Dai, ci toglieremo delle soddisfazioni quest’anno». Giusto per cancellare alcune amarezze dell’ultimo: «La stagione passata è stata un po’ così, lasciamo perdere».

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