Rimessa contestata e si accende la rivalità tra Ferrara e Imola
Basket. Derby sempre sentito fin dalla metà degli anni ’80 Poi la Coppa fa alzare il volume. E a Faenza è delirio estense
FERRARA. Esiste un momento in cui, Ferrara contro Andrea Costa diventa un qualcosa che va oltre. Al di là del fattore derby, timbrando una rivalità che anche a metà anni ’80, ai tempi della serie B, era decisamente accesa. Quel punto di non ritorno, la partita che rende la sfida con Imola una questione di onore (e non soltanto di mero campanilismo) cade sul pianeta basket sabato 4 marzo 2006. Il Basket Club della coppia Mascellani-Crovetti inizia a pensare in grande, dà una dimensione nazionale alla pallacanestro ferrarese. Organizza la Final Four di Legadue, punta a vincerla perché - tra l’altro - i bianconeri affidati a Dalmonte in campionato fanno faville. La semifinale con Imola è bella e dura, tosta epperò sempre condotta dalla Carife. Che non la chiude e a 24”, avanti 86-85, Ghiacci rimette in campo per Thomas: tocca Hicks e sarebbe palla estense. L’arbitro Quacci dice “palla a Imola”. La prende McKie (quella sera baciato dal dio del basket) che va dentro a testa bassa e insacca. Mancano 8”, il povero Darby prova l’acuto disperato: penetrazione stoppata da Brkic (dice niente?). L’Andrea Costa fa un tumulto di festa e sfottò con i tifosi in curva. Perderà la finale contro lo Scafati di coach Valli (ridice nulla?) ma in casa ferrarese le scorie rimarranno a lungo nelle vene.
La rivincita ha uno spessore inimmaginabile. Giunge giovedì 3 aprile 2008. Lo scenario è il PalaCattani di Faenza, l’Aget Imola è allenata da Martelossi (tu guarda quanti incroci). La Carife ha Valli che tiene le redini ed è in piena lotta per salire in serie A: il duello con Caserta è al momento più teso. Imola parta sparata e va sopra 42-25 all’intervallo. Dopo è solo magia estense: una “remuntada” che nessuno dei presenti dimenticherà perché è storia. La Carife vince 84-77, mentre Caserta cade a Pistoia. Per Ferrara è il viatico ad una promozione conquistata una decina di giorni dopo.
Domenica torna il faccia a faccia, che cade in una fase stagionale in cui nulla è davvero in palio. La Bondi è in un momento in cui ha l’argento vivo addosso, ha vinto all’over time sia a Mantova che con la Virtus. L’Andrea Costa, dopo averne buscate parecchie, domenica ha colto il primo fiore. L’anno scorso doppietta romagnola: 75-74 a Ferrara con cesto del sorpasso alla fine e 76-70 a Imola che sancì l’esonero di Morea. Quando polo Nord e polo Sud incrociano le lame, accade sempre qualcosa.
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