Bondi infinita Tripla di Ibarra allo scadere
Partita densa di emozioni, 4ª vittoria di fila Imola sbancata con carattere e tecnica
Nemmeno il migliore regista di film d’azione avrebbe potuto pensare una sceneggiatura più avvincente. E la Bondi ha dimostrato di essere ancora una volta la protagonista più adatta per l’ennesimo action movie dello sport più affascinante e seducente del mondo. Perché anche ieri, dopo due vittorie ai supplementari, Ferrara ha messo in scena un finale denso di emozioni, battendo Imola con una tripla allo scadere di Matias Ibarra che ha fatto saltare con le braccia al cielo i tanti tifosi giunti sulle rive del Santerno. Adesso le vittorie consecutive sono diventate quattro per la Bondi che ha dimostrato ancora una volta di essere una squadra dal carattere forte oltre che dalle ampie possibilità tecniche.
La trasferta di Imola sarebbe potuta diventare molto indigesta e oltre modo difficile se la squadra di Trullo non avesse rispettato il piano partita e non si fosse adeguata a ciò che stava succedendo in campo. Perché Imola, dopo avere fatto estrema fatica a stare al passo di Ferrara nei primi due quarti, nel terzo periodo ha letteralmente preso in mano la gara e in tre minuti ha infilato un parzialone di 16/0. Dal +9 (41-50) la Bondi s’è trovata sul -7 (57-50) e una rimonta tutta da pensare e da costruire. Cohn, Hassan e poi ancora Cohn hanno punito Ferrara da lontano, ma anche con incursioni in area. Dopo tanti errori e molta frenesia la Bondi è riuscita a ritrovare serenità, ma soprattutto punti con una tripla di Mastellari, poi un’altra di Moreno e due punti di Cortese. Tanto da mettere un freno a una fuga che poteva diventare letale. Ma la capacità di reagire della Bondi è stata fondamentale per rimettere la museruola a Imola e soprattutto per tenere il distacco entro limiti accettabili.
Nel quarto e ultimo periodo la sfida è tornata sui binari dei primi due quarti. Ovvero con Ferrara capace di controllare l’area grazia alla solidità di un ottimo Pellegrino, alla presenza di Bowers (in campo nonostante un problema ad una gamba) e la costante pressione che Roderick ha messo sulla difesa avversaria. In ogni caso la Bondi è tornata a passarsi la palla, a controllare i rimbalzi ed a fare scelte di tiro adeguate, tanto che dopo il 65-66 del 33’ ecco l’allungo a +7 (68-75 del 37’) con un canestro di Pellegrini. Ovviamente Imola, vedendo che la Bondi non aveva preso il largo, come nei primi due quarti, ha raccolto le ultime energie, tentando l’assalto decisivo. Sugli errori di Ferrara l’Andrea Costa ha costruito buone azioni d’attacco, facendo affidamento sulla velocità e su un Cohn decisamente ispirato e rientrato in campo dopo un lungo stop in panchina. Segnando da fuori l’Andrea Costa ha colmato il divario, arrivando sul collo di Ferrara. Prima 75-77 a 1’20” dalla fine e poi la tripla, sempre dell’americano, che sembrava chiudere la sfida a favore dei padroni di casa a 13” dalla fine. Ma Ferrara è stata brava ad organizzare l’ultima azione e altrettanto lucida ad eseguirla. In campo ovviamente l’uomo più temuto era Roderick. Ticchi ha ordinato il raddoppio sull’americano di Ferrara, lasciando liberi gli altri. La Bondi ha fatto scorrere un po’ il cronometro, lasciato palleggiare Roderick, prima di fare arrivare la palla a Ibarra, pronto a riceverla alla destra del canestro, proprio di fronte alla panchina di Imola. Ibarra riceve, sistema i piedi, aggiusta la mira e scocca il tiro. La palla descrive una parabola ampia e larga fino a centrare il canestro a un solo secondo dalla sirena. Ormai non c’è più tempo per replicare. I tifosi di Ferrara stanno già cantando. Mentre Imola si morde le dita per l’ennesima vittoria sfuggita di mano allo scadere. Ma la Bondi, oltre a essere stata più brava è anche stata più lucida. Regalando emozioni.
Mauro Cavina
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