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Belotti: «Noi giovani pronti a rivoluzionare l’Italia»

Belotti: «Noi giovani pronti a rivoluzionare l’Italia»

Il centravanti del Torino: «A chi è scettico dico che deve fidarsi delle nuove leve In campionato posso segnare più di Higuain perché i compagni mi aiutano»

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FIRENZE. «Fidatevi di noi» dice Andrea Belotti, uno dei golden boy non solo del Torino che segna a raffica e sogna l'Europa ma del calcio italiano. Un invito che può diventare lo slogan di questa Nazionale che Ventura sta ringiovanendo per le diverse assenze ma pure perché da sempre il ct ama lavorare e valorizzare gli under. L'attaccante granata, 23 anni a dicembre, è uno di questi. Otto reti finora in campionato, appena due in meno di Icardi e Dzeko attuali leader della classifica marcatori, una in più di Higuain contro cui Belotti, e non solo per una questione di derby, è pronto a raccogliere la sfida per il titolo di re del gol: «Perché no - ammicca da Coverciano - Prima di tutto viene il bene della squadra e con il Toro puntiamo decisi all'Europa, è una gioia che meriterebbero la società, i tifosi, tutti noi. Però penso di poter riuscire a segnare più di Higuain perché ho compagni che mi possono aiutare in ogni momento. Quanto al derby, vero che la Juve è di un altro livello ma io e miei compagni giocheremo per vincerlo: l'anno scorso con Ventura e quest'anno con Mihajlovic siamo cresciuti sotto ogni aspetto, ci ha trasmesso il suo modo di giocare aggressivo e offensivo e noi abbiamo capito che tutto questo può diventare la nostra forza». Una forza di cui lo stesso attaccante sta beneficiando nel migliore dei modi tanto da essere già diventato importante per la nazionale dopo appena una manciata di convocazioni: un gol alla Macedonia nel match del 9 ottobre valido per le qualificazioni mondiali e l'assist di Ventura che ha predetto a lui e a Immobile un grande futuro anche in azzurro consegnandogli nel frattempo le chiavi dell'attacco dell'Italia. «Ringrazio il ct per le belle parole, io e Ciro siamo pronti a dare il massimo, come tutti quelli che sono qui. Per me è un sogno». Come pure lo è per gli altri giovani del gruppo: «Ce ne sono di interessanti, per noi è davvero un'occasione importante, siamo pronti a fare la rivoluzione. E a chi è scettico dico che non deve esserlo: deve fidarsi perché non deluderemo. Il passo sembra enorme ma alla fine basta poco, io ci ho sempre creduto anche quando ero in difficoltà».

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