I biancazzurri informati sulle frodi sportive È un progetto di Lega
FERRARA. Si è tenuta ieri al centro di via Copparo la terza tappa del tour “Regoliamoci”, un progetto dedicato a tutte le società del campionato cadetto, creato da Lega Serie B e Sportradar con l’obie...
FERRARA. Si è tenuta ieri al centro di via Copparo la terza tappa del tour “Regoliamoci”, un progetto dedicato a tutte le società del campionato cadetto, creato da Lega Serie B e Sportradar con l’obiettivo di combattere il “match fixing” e le frodi sportive. Una delegazione composta da Gianluigi Pocchi, responsabile del progetto Regoliamoci Lega B, Marcello Presilla, responsabile per l’Italia di Sportradar e Alessandro Bolis, coordinatore marketing dell’istituto del Credito Sportivo ha incontrato i giocatori della prima squadra biancazzurra, il gruppo della Primavera, staff tecnico e dirigenti, allo scopo di formare tutti tesserati sulle dinamiche relative ai possibili tentativi di frode, sui rischi di un eventuale coinvolgimento diretto e sulle tecniche che le organizzazioni criminali utilizzano per avvicinare i componenti delle società sportive.
Una lezione di prevenzione resa ancora più efficace grazie alla visione e all’analisi di episodi realmente accaduti, tratti dall’esperienza internazionale degli analisti di Sportradar. «Come Lega di serie B - ha aperto Pocchi - siamo impegnati a incontrare giocatori e staff dirigenziali intanto per parlare di regole del gioco e promuovere il regolamento del gioco del calcio, poi affrontiamo il tema del match fixing, analizzando il tema delle gare truccate e di tutto quello che comportano questi aspetti». Bolis ha proseguito: «Nessuno va allo stadio per vedere gare alterate o truccate, il match fixing è erosione della filiera economica del mondo del calcio».
Nel dettaglio poi è entrato Presilla: «Il problema riguarda tutti, e la serie B ha attuato un progetto lungimirante. Noi cerchiamo di dare ai giocatori le informazioni corrette: ad esempio sul fatto che questi aspetti possono significare lo smettere di giocare o il riprendere solo anni dopo, oppure il tradire la fiducia di una società che “ti” ha preso, valorizzato e magari sta anche costruendo uno stadio. Noi facciamo una campagna positiva sui valori, mettiamo in guardia da persone che si avvicinano, spieghiamo i modi. Abbiamo un approccio dialogante, spesso si riduce questo fenomeno a una banalità se lo si paragona ad altre cose ma non è così».
«Noi siamo sempre contenti di ospitare questi incontri - ha detto Walter Mattioli -: come società siamo sempre molto attenti ad approfondire queste problematiche con i nostri ragazzi».(a.t.)
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