La Bondi in carcere si stringe ai detenuti «Si vince insieme»
Basket A2. Soloperto e compagni varcano i cancelli per portare un messaggio di speranza e di riscatto
FERRARA. Mattinata per società, squadra e staff tecnico della Bondi Pallacanestro Ferrara, che hanno fatto visita a circa 50 carcerati dell’istituto penitenziario “Costantino Satta” di Ferrara. Due ore diverse dal solito, con un messaggio forte e chiaro di vicinanza a chi sta facendo di tutto per cancellare gli errori, più o meno grandi, del passato. Ad accogliere il mondo biancazzurro il direttore dell’istituto Paolo Malato e la comandante Annalisa Gadaleta.
«Sono molto felice per questa giornata - dice la Gadaleta -, il carcere si sta aprendo molto alla città, c’è un’attenzione molto bella nei confronti dei detenuti e del personale: bellissimo il contatto fra mondo del carcere e quello esterno».
Il direttore Malato ha desiderato «ringraziare della vicinanza, in quella che è una giornata particolare. Lo sport abbatte le barriere, avvicina e unifica. Grazie alla Bondi, che ora sta andando molto bene, per un’iniziativa non scontata».
All’evento era presente pure l’assessore comunale allo sport Simone Merli: «Grazie a voi che avete aiutato noi a portare queste iniziative - dice -, grazie al mondo sportivo che ha capito perfettamente che il carcere non è esterno al mondo: dopo qua dentro, bisogna essere migliori fuori».
Anche il Coni, con Luciana Pareschi, ha voluto essere presente, il tutto prima del saluto del patron biancazzurro Fabio Bulgarelli: «Spero che questa sia una giornata positiva e di ricordo - dice il massimo dirigente della Pallacanestro Ferrara -, lo sport unisce attraverso i suoi valori».
«Lanciamo un messaggio di speranza - gli fa eco il vice presidente Marco Cocchi -, questa è la prima di molte iniziative».
Per il mese di maggio, infatti, è stata fissata una sfida fra alcuni detenuti e i giocatori della Bondi.
«Grazie per averci coinvolti in questa iniziativa - le parole del capitano Mattia Soloperto -: per chi è qua dentro lanciamo un messaggio positivo. Siamo un grande gruppo, una squadra e vogliamo fare sempre meglio».
Coach Tony Trullo era la prima volta che entrava in una casa circondariale: «Il messaggio che lancio è che siamo una squadra e all’obiettivo finale si arriva lavorando tutti assieme. Anche nella società ci sono delle regole che, se rispettate, rendono il gruppo vincente».
«Questo - è la chiosa del presidente Bulgarelli - non è un luogo così pauroso come viene descritto: cogliamo condivisione di pentimento e sofferenza».
«Tutti - riprende Soloperto - andiamo verso l’obiettivo in maniera positiva, stando assieme. Nei momenti negativi si deve stare assieme, non fermandosi troppo sugli sbagli, ma guardando avanti».
La chiusura spetta a Yankiel Moreno: «Nella vita si può sbagliare, l’importante è capirlo».
Ai detenuti sono state anche mostrate immagini delle gare dei biancazzurri.
Lorenzo Montanari
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