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Gol a raffica Ma la Spal deve subirne meno

di Paolo Negri
Gol a raffica Ma la Spal deve subirne meno

Tutte le vittorie in casa con 3 reti all’attivo Ma tre volte svantaggio al 7’ del primo tempo

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FERRARA. Cinque vittorie interne, le ultime quattro consecutive. E tutte, proprio tutte, con 3 gol all’attivo. La Spal segna tanto, tantissimo: secondo attacco del campionato, 23 reti contro le 31 del Verona. E di queste 23 ben 18 sono state realizzate al “Paolo Mazza”.

Il ruolino di marcia interno è di alto livello, 5 successi in 7 partite, 16 punti conquistati su 21 disponibili. Le due gare che si sono concluse senza affermazioni (il pareggio con l’Entella e la sconfitta con il Verona) sono state quelle che hanno visto i biancazzurri segnare meno di 3 gol: 2 contro i liguri, 1 al cospetto dell’Hellas.

Trovare con tanta facilità la via della rete avversaria è segnale più che positivo, significa che la squadra ha gioco, mentalità, risorse, soluzioni, alternative, efficacia (pur se in talune occasioni non ha concretizzato per quanto avrebbe potuto e dovuto). Non si vince per caso segnando sempre 3 gol, è la conseguenza di un impianto collettivo di alto livello. E tutto ciò si traduce nell’attuale 4º posto in classifica, traguardo più che lusinghiero per una neo-promossa.

L’altro lato della medaglia? C’è. Non si possono realizzare sempre tante reti per poter vincere. E la Spal varie volte vi è stata “costretta” per rimediare ai gol al passivo. Che sono troppi: 17 totali (14ª difesa del campionato), di cui ben 10 in casa. Dove la squadra di mister Semplici è stata perforata in eccesso soprattutto nei primi tempi: 7 volte sulle citate 10. E ciò significa dover giocare a handicap.

La Spal al “Mazza” subisce troppo frequentemente in avvio: al 5’ contro la Salernitana e addirittura tre volte al 7’ (con Entella, Verona e sabato scorso col Brescia). Minuto maledetto, ma non può essere un caso. Così come è ricorrente capitolare poco dopo la mezz’ora: al 33’ con Entella e Brescia, al 34’ col Verona. Ulteriore annotazione, come non sarà sfuggito ai più attenti: contro Entella e Brescia la Spal ha incassato i gol al 7’ ed al 33’. Solo una curiosa coincidenza?

Sotto 0-2 con i liguri, la rimonta si era fermata al pareggio; in svantaggio 1-2 con le “rondinelle”, il risultato è stato ribaltato. Ma ci si rende facilmente conto che imporsi quando si subiscono tante reti in casa, soprattutto nel primo tempo, può diventare impresa snervante per dispendio di energie fisiche e mentali. E, ribadiamo, non è detto che ci si riesca sempre. La Spal finora è stata brava, esprimendo reazioni ed esercitando una pressione (grazie anche alla spinta del pubblico, ad un vero e proprio effetto “Paolo Mazza”) che hanno messo alle corde o stroncato gli avversari, spesso costretti - tra l’altro - a ricorrere ad un gioco scorretto che ha portato a varie espulsioni (Palermo dell’Entella, Schiavi della Salernitana, Lancini e Martinelli del Brescia nelle tre partite contrassegnate dalle rimonte; Benussi del Vicenza e Asmah dell’Avellino nei due rotondi 3-0 all’attivo).

La Spal è la squadra globalmente più perforata tra le prime otto della classifica. Se sta in alto lo deve alla propria capacità realizzativa. Una caratteristica da non perdere, ma bisognerà anche trovare un indispensabile punto d’equilibrio per garantirsi una maggior tenuta difensiva.

Cosa serve? Più attenzione? Più comunicazione? O altro?

Se ci fosse una risposta, la soluzione sarebbe già stata trovata. Probabilmente la Spal in casa subisce tanti gol a causa di una somma di varie componenti, che esulano dalla preparazione delle partite e da discorsi tattici, e che sono maggiormente individuabili in cali di concentrazione ed errori individuali. Posto che... è meglio vincere 3-2 che pareggiare 0-0, il margine per migliorare c’è tutto. Facendolo, la Spal non potrà che raccogliere soddisfazioni ancor maggiori rispetto a quelle attuali, che pure sono straordinarie.

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