Codifiume, trittico decisivo «È un momento delicato»
Promozione. Il d.s. Mongardi: il problema è che dobbiamo sopperire alle assenze «Sapremo di che pasta siamo fatti. Possiamo ambire a qualcosa di meglio»
SANTA MARIA CODIFIUME. Il Santa Maria Codifiume esce malconcio dal derby col Reno Centese, ma non perde la fiducia.
«Cerchiamo di affrontare i problemi giorno dopo giorno - dice il diesse Lanfranco Mongardi -, restiamo uniti e compatti per lavorare e proseguire il cammino. Bisogna superare le difficoltà e non arrendersi».
Rossoblù battuti sul campo, ma non nel gioco..
«Purtroppo non manca il gioco, anzi devo dire che mister Rambaldi è molto bravo in questo e sa come mettere giù una squadra degna di questo nome. Il problema - sottolinea Mongardi - è un altro, e cioè che siamo in una situazione in cui ci mancano sei giocatori, dobbiamo sopperire alle assenze per poter superare questo momento».
Il direttore sportivo degli argentani indica la strada, un cammino tortuoso che può condurre fuori dalle sabbie mobili:
«Abbiamo una serie di partite dure e impegnative: Portuense, Porretta, Casalecchio, Sanpaimola. Superato questo trittico sapremo di che pasta siamo fatti».
Nel dettaglio, ecco a chi deve rinunciare il Codifiume:
«Manca Pittaluga per un mese, manca Caniglia che deve stare a riposo dopo l'infortunio, Curci squalificato, Cordisco ha un problema di ernia, Maxim e Panucci sono out, insomma ci sono tanti problemi».
La situazione in classifica vede i rossoblù a metà strada tra color che godono e color che soffrono...
«Tutto è ancora possibile - rimarca di nuovo Mongardi -: siamo a sei punti dai playoff e a tre dai playout. Come detto, nulla è precluso, basta che le cose girino e siamo già a parlare d'altro».
Mongardi è convinto della sua squadra:
«Grande gruppo, ambiente bellissimo, sono convinto che non sia questa la nostra posizione e che possiamo ad ambire a qualcosa di decisamente meglio».
Ovviamente si parla anche di mercato...
«A dicembre per forza andremo sul mercato. Adesso vediamo con i nostri, una volta recuperati, cosa succede. E poi vogliamo un attaccante, naturalmente se riusciamo a trovarlo».
Corrado Magnoni
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