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il diesse biavati applaude il mister

POGGIO RENATICO. Vedere lo Sporting Emilia Poggese primo in classifica nel girone N di Seconda categoria non stupisce affatto. Era la squadra più quotata alla vigilia, figurarsi adesso che ha...

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POGGIO RENATICO. Vedere lo Sporting Emilia Poggese primo in classifica nel girone N di Seconda categoria non stupisce affatto. Era la squadra più quotata alla vigilia, figurarsi adesso che ha mantenuto fede alla premesse. Non scherzano affatto i giallorossi che rivogliono la Prima. «E' un momento buono – dice il diesse Luca Biavati -, avevamo grandi ambizioni dopo la retrocessione. La nostra intenzione era provare a vincere subito il campionato». Obiettivo chiaro e semplice, ecco perché la scelta del mister è stata fatta in base al curriculum e alle esperienze vittoriose del passato.

«Volevamo prendere un allenatore che ci desse una mano in campagna acquisti, un allenatore che avesse già esperienza di campionati vinti. Per questo abbiamo scelto Roberto Labardi». La Poggese viaggia a ritmi davvero sfrenati. Rifila una media di quasi quattro gol a partita e poco importa se domenica ne ha rifilati solo due al malcapitato Acli San Luca San Giorgio. Squadra cinica, quadrata, che attacca, ma sa difendere in maniera ordinata.

«In questa stagione c'è molto di mister Labardi – prosegue Biavati -, si vede che c'è molto del suo operato nella gestione del gruppo, nell'impostazione della sua squadra. Tutto fa riferimento a lui e i risultati ci stanno e gli stanno dando ragione anche se il cammino da qui alla fine è molto lungo e nel calcio vincere è mai facile». D'accordo su Labardi, ma ci sono pure giocatori che guai a scordarsi della loro efficacia in campo. «Marzola ha già fatto 10 gol in otto partite, il suo valore è indiscusso. Ma ci sono pure Arveda e Magossi scelti e voluti dal mister che in estate li ha convinti a venire da noi. Hanno completato una rosa che per cinque undicesimi era fatta da giocatori di categoria superiore». La fusione con lo Sporting Emilia ha portato in dote alla Poggese anche molti giovani. «Oltre a tre o quattro giocatori che stanno facendo molto bene, abbiamo anche alcuni della juniores inseriti in prima squadra ma che devono ancora esordire». Giovani sono anche alcuni elementi che stanno facendo la differenza. «Di certo non è vecchio un Gavagna, classe 1993 che viene dal San Nicolò, o un Bovo, classe 1991 anch'esso prelevato dalla frazione argentana. Non bisogna dimenticarsi di Osei, navigato bomber di razza, ma pur sempre un classe 1991. E Nardelli, classe '94 che sta facendo cose egregie». Corrado Magnoni

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