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Super Bondi per domare il leone

Super Bondi per domare il leone

Arriva un Ravenna ruggente e ferito da due ko di fila. I biancazzurri recuperano Bowers

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FERRARA. Ruggirà il leone bizantino, perché ha fame di vittoria. Ma la Bondi cercherà di domarlo, usando furbizia e destrezza, nonostante i guai fisici le stiano creando più di un grattacapo. Tornando sui propri “legni” e ritrovando il calore della propria casa (ore 18 al Pala Hilton Pharma), Ferrara cercherà di buttarsi dietro alla schiena anche le assenze che nel freddo di Treviso le hanno tolto certezze e carica che alla fine hanno pesato nell’economia di una gara giocata col solito carattere ma dove, inevitabilmente, le energie sono venute meno nel momento chiave. Oltre alle energie, è mancato anche il controllo dell’area e dei rimbalzi, che invece oggi dovrà essere la chiave di volta per una gara estremamente difficile, che la Bondi dovrà giocare con caparbietà e attenzione.

Tanto per cambiare, nel campionato dei campanili, oggi andrà in scena l’ennesimo derby emiliano romagnolo. Il primo di due gare ad alta tensione che la Bondi giocherà nel giro di cinque giorni, visto che venerdì 25 le luci del Pala Hilton Pharma torneranno ad accendersi (anticipo tv su Sky) per ospitare la sfida con la Kontatto Bologna che sta già stuzzicando il palato degli appassionati, visti i tanti biglietti che sono già stati venduti in prevendita. Ma intanto c’è da affontare l’OraSì Ravenna, che sbarcherà dalla Romagna per rimettersi sulla giusta rotta, dopo stop consecutivi.

Tanto per toccare subito un tema caldo, la Bondi sarà al completo. Rientrerà Bowers, la cui assenza ha pesato tanto a Treviso, e oggi sarà pronto ad entrare in campo, sebbene non al cento per cento della forma fisica. «Teniamo monitorata la situazione» diceva ieri il dg della Pallacanestro Ferrara, Vittorio Veronesi. Ci sarà anche Cortese, che ha chiuso i conti con l’influenza. Mentre chi non sarà proprio un fiorellino sarà Francesco Pellegrino, per via di un fastidioso virus. Ma tutti questi acciacchi non spaventano la truppa di Trullo, che è pronta a lottare dal primo all’ultimo minuto. Del resto, se c’è una cosa che a questa squadra non manca è proprio il carattere.

L’OraSì è senza dubbio una delle sorprese del campionato assieme a Roseto. Partita a razzo è l’unica squadra ad aver battuto la Segafredo Bologna sul suo campo. E se non si pensa alle ultime due gare perse a Trieste (in volata) e con Piacenza è evidente come la squadra allenata da Antimo Martino sia davvero da temere. «Sarà fondamentale controllare l’area e i rimbalzi» ammoniva, da queste colonne, il coach estense Trullo, che contro Ravenna ritroverà il giemme della promozione in Legadue conquistata a Ferrara: Mauro Montini. «Non solo i lunghi dovranno stare attenti, ma anche i giocatori degli altri reparti». Come dire che Ferrara non può prescindere dai rimbalzi per innescare il gioco veloce che le è più congeniale.

Ravenna è squadra di talento, con giocatori esperti della categoria. Sotto canestro schiera un totem come Taylor Smith, capace di catturare 7 rimbalzi di media e segnare 14 punti. Con lui possono giocare vicino a canestro Chiumenti e Raschi, che di esperienza e fisicità ne hanno da vendere. Viene poi il reparto guardie. Marks, che il campionato lo conosce per aver fatto bene a Tortona (17 di media), poi il play Tambone e, se sarà in campo (potrebbe stare fuori per un problema alla coscia) un giocatore che contro Ferrara si esalta sempre: ovvero Gherardo Sabatini. Completano il roster Masciadri e Sgorbati. «Affrontiamo una squadra che sta dimostrando tutto il suo valore e che può contare su diversi giocatori che già lo scorso anno sono stati protagonisti di questo campionato come Moreno e Cortese e su una coppia di americani di assoluto valore per questa categoria. Ferrara è difficile da affrontare, soprattutto in casa dove ha già sconfitto squadre come Roseto e la Virtus Bologna – ha detto il coach romagnolo Martino -, ma al di là del livello della nostra avversaria, quello che intendiamo fare è limitare le ingenuità su entrambi i lati del campo che hanno vanificato quanto di buono fatto nelle ultime due uscite».

Mauro Cavina

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