La Juve va a Siviglia Allegri non vuole pensare al primato
Champions League. Formazione ampiamente rimaneggiata Il tecnico: «Prima qualifichiamoci, poi proveremo l’exploit»
TORINO. A Siviglia stasera non ci saranno Dybala, Higuain e Pjaca, e neppure Barzagli e Benatia. Inoltre, Chiellini comincerà la serata in panchina. Una Juve d'emergenza in attacco e in difesa, per la partita che vale la qualificazione agli ottavi di Champions e il primo posto nel girone. Allegri non è però tipo fa fasciarsi la testa. «Sì, ci sono alcune assenze - ammette il tecnico bianconero - ma ho a disposizione i giocatori giusti per fare una partita importante. Per questo non direi tanto che serve un'impresa quanto piuttosto giocare bene, cercando di sfruttare le licenze che il Siviglia ogni tanto concede in difesa e di limitare il suo gioco in attacco».
La Juve insegue gli andalusi a due punti, la vittoria è quasi d'obbligo per conquistare la prima poltrona e arrivare in scioltezza il 7 dicembre a Torino contro la Dinamo Zagabria. «Ma il nostro primo obiettivo è qualificarci - precisa Allegri - a questo pensiamo. Finire primi o secondi non conta nulla. D'altronde due anni fa siamo arrivati a giocarci la finale dopo avere chiuso al secondo posto. Tutto dipende dal sorteggio: se si arriva primi e dall'urna uscirà un'avversaria più abbordabile, si rivelerà un risultato conveniente essere stati davanti; ma la stessa cosa potrà succedere chiudendo secondi e pescando una prima classificata più facile». I calcoli e la suggestione dei possibili accoppiamenti, quindi, Allegri li lascia ad altri o ad altri momenti: «Vincere - ribadisce - è importante soprattutto per non rimandare la qualificazione per gli ottavi all'ultima giornata. Il Siviglia sta esprimendo un buon calcio, in Champions è ancora imbattuto, speriamo di segnargli il primo gol».
Compito affidato soprattutto a Mandzukic. «Higuain era in dubbio - spiega l'allenatore della Juve - e non è stato in grado di allenarsi. Ha preso una botta nella stessa zona dove aveva subito un colpo con l'Argentina: giocando rischiava uno stop di un mese». Le soluzioni per l'attacco che ha perso tanti pezzi sono due: «O Mandzukic da solo - dice Allegri - o tre davanti, con Cuadrado e uno tra Alex Sandro, Sturaro e il ragazzino». Moise Kean, 2000, dopo il debutto in serie A in Juve-Pescara, potrebbe esordire in Champions: sarebbe il quarto più giovane nella storia, il primo dei Millennials.
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