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Braiati traccia il bilancio ma guarda già al futuro

Braiati traccia il bilancio ma guarda già al futuro

Il ferrarese sta per chiudere il suo primo mandato da presidente regionale «Le società sono in calo, però dal punto di vista finanziario andiamo bene»

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FERRARA. Paolo Braiati traccia un bilancio del suo mandato davanti agli ospiti del Quarto Tempo: 41 società hanno partecipato all'evento che si è svolto in un noto ristorante di Scortichino. Il ferrarese, presidente regionale della Figc, ne ha approfittato per fare il punto della situazione sul calcio dilettantistico emiliano romagnolo e rilanciare la sua candidatura. Sono stati quattro anni difficili, va detto, ma per motivi economici e non certo sportivi. Il calcio ha risentito del perdurante stato di crisi come tutti gli altri settori, se non di più. «Difficile fare un bilancio, il giudizio non spetta a me di quanto ho fatto ma alle società. Io, ci ho messo l'impegno e la faccia. Ho sempre fatto fede ai miei principi ed ideali con cui sono cresciuto come dirigente nel Ferrarese. Ho sempre dato un occhio alla rigidità di bilancio, ad essere ferreo nel far quadrare i conti e non è sempre stato facile. Ci sono poi altre questioni che sono state affrontate e che hanno richiesto una certa fermezza nel prendere le decisioni».

Tra i fattori positivi, non aver mai “vessato” economicamente le società. «Nonostante le difficoltà, posso dire che in 15-16 anni che sono in regione non è mai aumentato il costo delle iscrizioni e non è cosa tanto semplice. Qualcuno potrà obiettare che ci sono stati altri costi, ma posso già rispondere che non sono dipesi dal Comitato. Purtroppo, abbiamo avuto un calo delle società un po' in tutta la regione. E' sicuramente un dato importante su cui riflettere, un dato negativo ben inteso. Perché ha portato ad un calo finanziario. Se facciamo un paragone tra i bilanci del 2011-12 e il biennio 2015-16, notiamo come siano venuti a mancare 200 mila euro. Detto questo, il Crer non ha mai smesso di investire ed oggi si ritrova con un patrimonio importante che gli impedirà in futuro di fallire e di garantire il prosieguo dell'attività».

A proposito di quanto detto da Braiati, ieri sono stati pubblicati i raffronti tra i due bilanci. Dai grafici si evince come a fronte di minori introiti, il Crer è stato bravo a far quadrare i costi e a diminuire in proporzione le spese. Braiati ha parlato anche della sua storia personale, come del resto aveva già fatto al suo insediamento alla presidenza nel 2012. «Non posso non dimenticare come è iniziato questo percorso, da dove sono partito. Chi se lo immaginava ai tempi del Cif (il comitato intersocietario ferrarese che faceva da “collante” tra le società e le istituzioni, poi decaduto: vuoto che l'associazione Quarto Tempo,vorrebbe colmare; ndr) che io e Walter Mattioli avremo fatto questa carriera. Lui era in Terza categoria con la Giacomense e io al Porta Mare Frutteti. A distanza di anni, lui è diventato il nuovo presidente della Spal e io del Crer: non l'avremmo davvero mai immaginato».

Corrado Magnoni

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