Crollo della Juve a Genoa Sotto di tre gol in 30 minuti
Lampo di Simeone al 3’ e doppietta del Cholito al 13’, un’autorete completa il ko Nella ripresa Pjanic accorcia su punizione, ma per i bianconeri è una disfatta
GENOVA. Aveva ragione Allegri a non fidarsi del Genoa che passa in vantaggio quando la lancetta dei minuti non è arrivata ancora a tre: Rigoni ruba palla a Bonucci sulla trequarti, la Juve è sbilanciata e Buffon fa un miracolo sul genoano, ne fa un secondo sulla ribattuta di Ocampos ma si arrende quando la palla arriva a Simeone a centro area e l'argentino tira secco in rete. La squadra di Allegri va in bambola per diversi minuti e il Genoa sfiora il 2-0 con azioni prolungate davanti a Buffon, che si salva in modo rocambolesco. Il raddoppio arriva, al 13': Lazovic si beve Benatia con un dribbling al limite e mette un cross al centro per Simeone che di testa in tuffo devia in rete anticipando il suo marcatore. Un gol splendido che manda in estasi il Ferraris e fa cambiare espressione a Allegri che però tiene Marchisio e Higuain in panchina. E il peggio deve arrivare. Al 29' la Juve va sotto tre a zero. Dal corner arriva in area un cross che Burdisso tocca di testa e Rigoni al volo manda a picchiare sulla traversa, la palla cade verso la linea di porta e Alex Sandro tenta il rinvio ma la manda in rete. Era dal 2005, a quanto sembra, che i bianconeri non prendevano tre gol nel primo tempo. E uno dei successivi contropiede rossoblù avrebbe potuto siglare un punteggio parziale clamoroso se il tiro di Simeone passato tra le gambe di Buffon non fosse deviato di poco fuori dai pali. I pochi palloni pericolosi messi in area sono stati spazzati via da Burdisso e Izzo, implacabile. Solo nella parte finale del tempo Hernanes e compagni hanno provato a ragionare, a scuotersi, ma senza esito. Nel finale ci stava anche un rigore per i bianconeri quando Ocmapos ha steso da dietro Mandzukic in piena area.
La ripresa ha modificato quasi niente mettendo invece in mostra il nervosismo della Juventus ferita. Allegri prova a cambiare qualcosa con Higuain e Sturaro ma l'organizzazione del Genoa le impedisce qualsiasi sortita. La palla del possibile 3-1 arriva a Pjanic che sfiora il palo. La Juve prova a non mollare ma il tempo passa e il gol che riaccende un lumicino di speranza arriva troppo tardi, al 37', con la solita punizione perfetta di Pjanic. Dal 29' la Juve è rimasta in dieci per l'infortunio a Alves che lascia il campo e non può essere sostituito perché Allegri ne ha già cambiati tre. Il Ferraris è una bolgia quando Mazzoleni fischia la fine dopo 5' di recupero. Una Juventus schiantata in questo modo non se la ricordava nessuno.
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