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«Una piccola Cittadella che fa grandi cose Ma Ferrara è nel mio cuore»

«Una piccola Cittadella che fa grandi cose Ma Ferrara è nel mio cuore»

Calcio B. Pierobon, otto anni in biancazzurro, è il preparatore dei portieri della formazione padovana: il suo non sarà un sabato qualunque

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FERRARA. Quando un tifoso spallino pensa al Cittadella, pensa anche e soprattutto a colui che ha scritto pagine importanti e record con entrambe le maglie. Trattasi di Andrea Pierobon, mitico “numero uno” e beniamino da sempre della Curva Ovest e del tifo biancazzurro. Pierobon ha difeso per ben otto stagioni i pali della porta estense dal 1997 al 2005, per un totale di 263 presenze. Sono stati tredici, invece, gli anni in quel di Cittadella, dove attualmente ricopre il ruolo di preparatore dei portieri grazie sia alle sue doti tecniche e professionali, ma anche grazie alla sua ampia cultura sportiva.

Pierobon, come si sta preparando e come arriva il Cittadella alla gara di sabato con la Spal?

«Beh, noi arriviamo sicuramente molto arrabbiati perché dopo aver vinto una grande partita con il Verona, nella successiva con il Carpi non siamo scesi in campo nel modo giusto e abbiamo perso. Vogliamo rifarci anche se sappiamo che non sarà facile, perché la Spal sta facendo grandi cose. Ci prepareremo al meglio durante la settimana».

Sta seguendo il campionato dei biancazzurri?

«Ovviamente sì. La Spal è come noi una neopromossa che sta proponendo una bella e precisa idea di calcio grazie anche ad un gruppo che mi sembra molto affiatato. Ferrara è una città che ha fame di calcio, me lo ricordo bene».

Cittadella e Spal si sono già affrontate ben tre volte nello scorso campionato tra Coppa Italia Lega Pro e finale di Supercoppa Lega Pro. Che effetto le fa vedere incontrarsi queste due squadre in Serie B?

«Noi a Cittadella, e in particolare negli ultimi 10 anni, siamo stati abituati bene nel poter disputare la Serie B. Anche se siamo una piccola cittadina, abbiamo fatto grandi cose. A Cittadella c'è una società che lavora molto bene e i dirigenti sono cresciuti molto nel modo di fare calcio. La Spal mi fa immenso piacere che sia tornata nel palcoscenico che conta. Ci avevo provato anche io da giocatore (sorride; ndr) ma ora sono contentissimo per loro e per la gente di Ferrara che ama il calcio e ama la sua squadra con grande entusiasmo».

Cos’ha cambiato il Cittadella rispetto alla scorsa stagione?

«Siamo ben contenti di quello che stiamo facendo. Stiamo portando avanti un certo tipo di lavoro già dalla scorsa stagione e abbiamo voluto introdurre qualche variante per giocare in questo importantissimo campionato. La nostra idea di calcio è chiara e ci sta ripagando con i risultati».

Che partita si aspetta?

«Penso che entrambe le squadre vorranno vincere per svariati motivi. Noi veniamo da una sconfitta che brucia un po’ anche se capitata contro il Carpi che è una squadra con valori importanti. La Spal vorrà fare lo stesso dopo il pareggio interno con il Latina, ma dovrà far i conti con noi perché, ripeto, abbiamo voglia di riscatto».

Meret, Branduani, Marchegiani: la Spal in questo campionato è stata costretta a impiegare tutti e tre i portieri. Come li giudica?

«Ho seguito in particolare Meret, visto che di lui si dice un gran bene ed è un giovane emergente che potrà fare cose importanti in carriera. Branduani ha fatto molto bene l'anno scorso ed è portiere affidabile. Mentre ho visto che nelle ultime due partite anche Marchegiani si è messo in mostra. Direi che la Spal è messa bene sotto l'aspetto dei portieri».

Sabato ci sarà un esodo da parte dei tifosi biancazzurri. Pronto a ricevere l'ennesimo meritato saluto?

«Otto anni a Ferrara non si dimenticano. Sono stati anni molto importanti per la mia carriera. La gente mi ha sempre voluto bene, io ho sempre dato il massimo e mi sono sempre trovato bene. Mi fa piacere ritrovare la Spal e la sua gente che mi ha sempre manifestato grande affetto: significa che ho lasciato qualcosa anche a livello umano. Ricordo tutti i tifosi della Spal con piacere».

Alessio Duatti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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