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Bondeno, la svolta «C’è voluto tempo ma siamo in corsa»

Bondeno, la svolta «C’è voluto tempo ma siamo in corsa»

Girone N. I matildei, partiti malissimo, hanno ingranato Due vittorie e non più quei gol a grappoli subiti all’inizio

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BONDENO. Fino a tre settimane, un banale errore di stampa su tutte le testate che si occupano di calcio dilettantistico, dava sei punti al Bondeno, quando in realtà doveva ancora farne uno. Mai refuso fu così profetico. Detto, fatto: in 14 giorni il Bondeno si è rimesso a posto e ha conquistato due vittorie di fila, superando San Luca e Vigarano.

«Abbiamo avuto problemi di organico e organizzazione di squadra - dice l’attaccante Cristian Bizzo -, in realtà, guardando i risultati, il nostro andamento è cambiato nelle ultime cinque o sei partite, contro squadre alla nostra portata. Adesso abbiamo una media gol incassati di uno o due a partita, contro i 27 subiti nelle prime cinque. Si è vista la mano dell’allenatore. Mister Spaolonzi ha cambiato volto e ha dato un’identità alla nostra squadra, ci serviva proprio».

Insomma, il Bondeno è partito in ritardo, un gap che è stato colmato non in pochi giorni, ma dopo alcuni mesi. La matricola sentiva che avrebbe dovuto cambiare marcia per non fare una comparsata in Seconda. Il tempo, però, è galantuomo e le sta dando ragione. Del resto, Bondeno è una grande piazza del calcio dilettantistico nostrano e ha bisogno di fiducia e buone prestazioni per crescere e tornare ai livelli che le competono.

«Dalla prossima settimana arrivano almeno tre acquisti, uno per reparto, la società vuole rimanere in categoria», assicura Bizzo, a cui, assieme al mister e ai compagni di squadra, è stato affidato il compito di condurre in porto questa delicata missione salvezza.

«Finalmente gioco alle spalle di Juri Roda, mio amico da tanti anni e con il quale gioco assieme da dieci. I numeri parlano chiaro: degli ultimi 10 gol, sette portano la sua firma. Siamo una coppia nata dall’amicizia e che si tramuta sul campo in un’intesa quasi perfetta. Ci basta uno sguardo per capire il passaggio che l’altro sta per fare».

A proposito di amicizia, la scelta di giocare per questo nobile sentimento non è nuova nel calcio di oggi, come Marzola a Poggio Renatico per mister Labardi: «Se c’è un legame anche fuori dal campo, si rende meglio anche la domenica sui terreni di gioco. Marzola ha fatto una scelta di cuore a Poggio, come io di andare a Bondeno, dove sono particolarmente legato a Roda e mister Spaolonzi».

Corrado Magnoni

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