Per la Bondi, dopo un trittico difficile, c’è l’ostacolo Jesi
I padroni di casa sono reduci da sei sconfitte di fila Tutte di misura. Ferrara deve mettere fieno in cascina
FERRARA. Ormai non basta più giocare bene, serve vincere. Pacche sulle spalle e complimenti, la Bondi ne ha già presi abbastanza. Con la Fortitudo domenica e a Treviso in precedenza, sono uscite due buone partite ma è mancato il guizzo vincente per conquistare i due punti. O meglio, Ferrara non è riuscita a mantenere la concentrazione che sarebbe servita per battere due “grandi” di questo campionato. Ora, dopo un trittico difficile, dove s’è pure vista la sconfitta interna con Ravenna (altra squadra che farà strada), la Bondi deve tornare a mettere fieno in cascina. In sette giorni la squadra di Trullo affronterà due gare in trasferta e una in casa: oggi a Jesi (palla a due alle 18), giovedì 8 in casa con l’Assigeco Piacenza e domenica altro viaggio a Udine. Insomma, un momento delicato per il campionato, dove una vittoria o una sconfitta possono pesare tanto su una classifica che si sta delineando, soprattutto nelle posizione di vertice.
Ferrara sta attraversando un buon momento di forma. A parte qualche modesto acciacco durante la settimana, problemi che hanno riguardato Soloperto e Moreno (che comunque oggi saranno in campo), la Bondi s’è buttata alle spalle il momento critico dell’assenza di Laurence Bowers e dei guai a Cortese e Pellegrino. Già con la Fortitudo, domenica scorsa, s’è vista una squadra pronta a combattere, capace di gettare in campo tanta energia. Certo, alla fine gli errori hanno pesato e la panchina corta, soprattutto contro una squadra profonda come la Kontatto, hanno pesato tanto. Ma comunque la Bondi sta continuando la sua crescita e quando riesce a mantenere la concentrazione per quaranta minuti e sviluppare tutta la sua potenza di tiro, può dire la sua contro qualsiasi avversario.
Certo, viste le risorse non infinite a disposizione di coach Trullo, è importante che tutti i giocatori impiegati riducano al minimo gli errori. In particolar modo giocatori chiave come Bowers, la cui assenza e la limitata disponibilità (per falli, ad esempio), possono avere risvolti negativi sull’intero assetto e quindi anche sulle prestazioni globali della squadra.
E soprattutto oggi, contro l’Aurora, la Bondi dovrà cercare di rispondere a tono alle prestazioni di due americani che fanno la differenza: l’ala Davis, che riesce a segnare oltre 22 punti di media catturando 5 rimbalzi, e la guardia Tim Bowers che ha cifre molto simili al suo connazionale. Ferrara dovrà cercare di limitarli, ma anche di rispondere con la sua coppia di Usa. Va anche segnalato che la forza di Jesi sta pure nella capacità di segnare vicino a canestro di un lungo in grande crescita come Maganza, affiancato sotto le plance da Benevelli, il “quattro” titolare. E poi da una serie di giocatori di categoria come Janelidze e Battisti. Ed è pure curioso, finora, il cammino di Jesi: tre vittorie consecutive in avvio, poi sei ko di fila. Quasi tutti nel punto a punto.
La Bondi non dovrà fare altro che esprimere tutto il suo potenziale. Cercando di mettere la partita su binari a lei congeniali. Ovvero controllo dei rimbalzi e gioco in velocità. Cosa che le è riuscita in parte anche contro la Fortitudo, salvo poi mettere nel conto un numero eccessivo di errori che ne hanno limitato il rendimento. Fermo restando il fatto che la forza vicino a canestro può fare la differenza, soprattutto con Bowers, anche in retroguardia Ferrara deve mantenere ritmi alti. La precisione di Cortese e Mastellari sono armi che la banda di Trullo deve sfruttare, magari trovando anche qualche acuto di Roderick, che fino ad ora s’è espresso di più come difensore e assist man che come finalizzatore.
Insomma, una Bondi più concreta deve cercare a tutti i costi di conquistare i due punti in palio così da muovere una classifica ormai statica da troppo tempo.
Mauro Cavina
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