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Il Sant’Agostino ha ritrovato la via

Il Sant’Agostino ha ritrovato la via

Eccellenza. Ramarri rigenerati dal successo a Minerbio e con qualità per risalire

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SANT’AGOSTINO. Il Sant’Agostino, grazie ai tre punti conquistati sul campo di Minerbio al cospetto del Granamica, si è momentaneamente issato appena fuori dalla soglia playout. Inizialmente, a settembre, questo era il minimo degli obiettivi, non ci si pensava neppure, ma ora siamo dinnanzi a una priorità. Le potenzialità per risalire la classifica sono sotto gli occhi di tutti, tuttavia ciò che fa maggiormente ben sperare è lo spirito di gruppo messo sul terreno verde contro i bolognesi, fino a domenica posizionati al terzo posto della graduatoria. Se mercoledì sera ad Argenta la squadra era parsa sfilacciata, vuota, scarica e senza mordente, nell’ultima uscita tutti hanno dato il massimo: l’unità d’intenti è stata visibile fin dai primi minuti e - anche il poco che si è sofferto - persistente fin’oltre il novantesimo di gioco.

Meriti consistenti anche del mister, abile a far ruotare i giocatori disponibili e intelligente nelle sostituzioni. L’avanzamento di Pallara, per sostituire un Lodi già ammonito, con l’ingresso di Ambrosini, dimostra che si può variare i titolari senza perdere le misure in campo. La presenza di giocatori duttili, oltre al “mostruoso” Fiorini, permetterà anche in futuro eventuali modifiche al tema centrale, lo spartito che recita 4-3-1-2 a memoria con Giuriola a inventare.

Le tante uscite, da Bulgarelli a Sorriso, oltre ai monumenti delle precedenti annate Baldissara e Pavesi, hanno posto gli altri davanti a un bivio: la via intrapresa pare quella giusta e il risultato positivo non può che accrescere l’autostima di una rosa con individualità importanti. La qualità messa al servizio di tutti è l'arma su cui puntare, ripartendo forte contro la corazzata Rimini. Paradossalmente la sfida alla capolista arriva nel momento ideale, i romagnoli potrebbero essere lievemente appagati dopo le larghe vittorie su Granamica e Sasso Marconi. Rimangono senza dubbio la squadra da battere, ma lasciano pur sempre giocare e solitamente gli stimoli nell’affrontare una nobile decaduta portano a fare spesso bella figura.

Alessandro Ferri

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