Vagnati resta in bilico tra Ferrara e Parma Oggi la scelta finale
Trattative serrate fra il direttore sportivo e le società Fioccano le alternative: Sensibile il più accreditato
FERRARA. Tutti gli indizi portano a Parma. Tra le braccia di Guido Barilla e di un progetto “calcio biologico” che quest’anno in Lega Pro ha avuto qualche rallentamento. Via allenatore e direttore sportivo, via anche il presidente Scala, che s’è dimesso perché non coinvolto nelle operazione di restyling. Davide Vagnati ieri pomeriggio sembrava a un millimetro dal lasciare la Spal, per dare un fattivo contribuito al rilancio degli ambiziosi parmensi. Indizi, però. Perché ci sono stati solo silenzi, finora. Che, inevitabilmente, alimentano le chiacchiere. Danno benzina all’interpretazione delle possibili intenzioni. Doveva essere ieri il giorno del giudizio, il confronto tra società spallina e diesse: perché Vagnati ha un contratto e non può rescinderlo unilateralmente per accasarsi dove ritiene più opportuno. Le regole dicono che serve il consenso del club di appartenenza: la Spal, appunto. E qui, nel fine settimana, l’eventuale separazione è stata masticata in fretta. Se digerita, però, lo si saprà soltanto oggi. Che, appunto, i tempi si sono allungati.
Perché la famiglia Colombarini e il presidente Mattioli non hanno granché gradito l’intrusione del Parma, al di là del dichiarato orgoglio che provano nel constatare che i pezzi pregiati (anche dirigenziali) sono richiesti nell’italico mondo pallonaro: su Vagnati stava facendo un pensierino anche l’Udinese. Insomma, ieri s’è trattato di brutto con trincee e qualche fossato. La Spal ha chiesto un indennizzo al Parma e, soprattutto, ha lavorato sul binario che porta al possibile sostituto di Vagnati. Ecco perché le ore necessarie per porre fine al garbuglio sono raddoppiate. E se nulla filtra dagli ambienti spallini, tutto arriva come onda nell’incontrollato mare magnum dei social. Lì, dubbi pochi: per molti siti Vagnati è già del Parma. La firma in fase di concretizzazione è stata rilanciata anche dall’emittente SportItalia, che peraltro spesso in questi anni ha intervistato il “direttore” biancazzurro. Ma se nel pomeriggio molto pareva fatto, in serata qualcuno ha provato a innestare la retromarcia: calma, forse Vagnati resta. Ha ottenuto un aumento e un prolungamento del contratto. Ma il problema non pareva essere questo, almeno non solo. Il direttore alla Spal chiedeva di allargare l’orizzonte del progetto, con mister Leonardo Semplici come caposaldo tecnico: ergo, prolungamento del contratto anche a lui. Il mistero sembrerebbe infittirsi, anche se da Parma raccontano altro.
Cioè che ieri Vagnati era regolarmente in ufficio a Ferrara, ma in serata s’è diretto a Parma appunto per apporre la firma al contratto. Ai giornalisti della “Gazzetta di Parma” proprio questo risultava: i proprietari lo attendono in città. Chissà: i vertici parmensi magari hanno raggiunto un’intesa con i Colombarini e Vagnati ha potuto puntare il muso della vettura verso Nord. A Parma si sussurra che mister D’Aversa (installato domenica sulla panca parmigiana) sia stato scelto su placet di Vagnati. Quando vige la regola del “nessun parli”, inevitabile che i rivoli delle news vere o presunte si gonfino. E dunque, se Vagnati viene lasciato libero, chi occuperà la sua sedia colorata di biancazzurro?
Anche questo affluente s’è ingrossato, intrecciandosi, quasi inevitabilmente, con i nomi circolati per il club gialloblù. Su tutti, quello di Pasquale Sensibile, che ha appena chiuso la sua esperienza a Trapani, ma anche Stefano Antonelli, ex dirigente di Bari e Siena e Daniele Faggiano, che ha appena lasciato il Palermo. Senza dimenticare le alternative emerse domenica: dalle piste interne che portano a Ruggero Ludergnani e Alessandro Andreini, quelle comunque più “ferraresi”, ma esterne, rappresentate da Aladino Valoti e Renato Cipollini.
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