Andreini, il “toro” idolo di La Spezia
Il team manager spallino ha giocato due anni in Liguria «Bei ricordi. A Ferrara proprietà solida e grandi valori»
FERRARA. A la Spezia è ricordato come il “toro”. Alessandro Andreini, team manager della Spal, ha un passato da centravanti dei liguri, con la cui maglia ha giocato per due stagioni. Al sito Città della Spezia il dirigente biancazzurro ha rilasciato un’intervista di cui riportiamo alcuni stralci.
Ora la Spal con un ruolo da team manager ma non solo.
«Sono arrivato a Ferrara tramite l'amicizia, nata a Coverciano, con il nostro direttore sportivo Vagnati. Qui ho trovato un progetto importante grazie a tutto lo staff e ad una proprietà solida. Ci sono valori tecnici e morali e poi un contorno di prim'ordine con tanta gente che ci segue allo stadio e che vive il calcio in maniera estremamente calorosa».
E lo scouting? Sembra esserci un ritorno alla ricerca del giocatore di qualità proveniente da categorie inferiori. È l''effetto Lapadula'?
«Me ne occupo insieme al d.s. Vagnati, dopo aver fatto esperienza a Varese. Con Lapadula siamo stati compagni di squadra a Vercelli, lui era giovane ma avevo intravisto delle qualità molto interessanti. Diciamo che in Italia siamo un po' tradizionalisti nel cercare giocatori esperti... Sono convinto che dobbiamo riscoprire il made in Italy e noi ad esempio abbiamo pescato dalla D giocatori come Beghetto e Lazzari che si stanno ritagliando il loro spazio».
La passata stagione avete avuto Ceccaroni che in estate sembrava ad un passo dalla permanenza a Ferrara.
«Il direttore ha tentato di farlo restare perchè in lui abbiamo visto i presupposti per lavorare e farlo diventare giocatore di spessore. Il fatto che l'abbiano voluto tenere significa che il ragazzo ha qualità».
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