Spal più compatta E il popolo la spinge
Progetto e continuità: avanti. Con lo Spezia stadio colmo
FERRARA. I fatti separati dalle opinioni. Ed i fatti sono sotto gli occhi di turri: Davide Vagnati è rimasto alla Spal. Il d.s. resta. Che significa? Che la società va avanti compatta. Nel segno della continuità, dirigenziale e tecnica. Il progetto non si ferma, non rallenta, non conosce cambiamenti di interpreti. È la garanzia migliore.
Mosse responsabili
Lo scossone, la partenza di Vagnati per Parma, avrebbe suscitato vari interrogativi. Sarebbe giunto inopportuno. La Spal è terza in serie B, punto più alto della storia biancazzurra dal 1968 a oggi. Tra poco più di tre settimane inizia la sessione invernale del calciomercato. La città gronda passione. La squadra vola. Alle porte c’è il partitone interno contro lo Spezia. Come si sarebbe gestito tutto ciò se Vagnati si fosse trasferito al Tardini? Magari senza ripercussioni, le controprove non ci sono, ma in teoria sarebbe stato tutto molto pericoloso. Gli addetti ai lavori, ad ogni latitudine, sono unanimi nell’affermare che questa Spal ha le risorse per restare nei quartieri alti, per puntare ai play off, per sognare la serie A. Magari non ci arriverà, di sicuro - se non ce la facesse - non sarebbe una tragedia (l’essenziale è consolidarsi in cadetteria). Ma se esite una chance (o se ce ne sono diverse) di centrare un traguardo storico, perchè rischiare di mandare tutto all’aria? La Spal ha agito con responsabilità. Ha ritenuto opportuno, saggio, compiere gli sforzi necessari per trattenere Vagnati. Ha posto al Parma la richiesta di un indennizzo per liberare il diesse. Che dal canto suo non ha lasciato il certo per l’incerto, non ha compiuto un passo all’indietro sotto il profilo prettamente sportivo (la Lega Pro è una categoria sotto la B, giusto?), e di ciò bisogna dargli atto perchè non era scontato.
Il Parma attuale ha solidità, mezzi e ambizioni, ma non è il Parma (gonfiato artificialmente) improvvisamente assurto a quarti di nobiltà staccando assegni per reclutare a destra e a manca e crearsi un nome in Italia ed in Europa. È un Parma rinato dalle ceneri, ripartito dalla serie D, ottavo o nono in Lega Pro. La Spal targata Colombarini-Mattioli ( e Vagnati)oggi è più dei crociati. È la Spal in cui Ferrara è tornata a identificarsi, è la Spal che porta 1.500 persone in trasferta. Valeva e vale la pena continuare a lavorare qui. Il prossimo tassello è blindare per tempo mister Semplici. L’auspicio è che se prossimamente dovesse arrivare un periodo di turbolenza, un calo di rendimento, non si perdano lucidità, serenità, equilibrio, consapevolezza.
Schiattarella e Bonifazi in forse
E l’immediato è lo Spezia. Che, sabato alle 15 al “Mazza”, verrà affrontato con delle certezze in più, figlie dell’epilogo dell’affaire Vagnati. Partitona, quella alle porte. La Spal ci arriva con cerotti vistosi (Meret e Cremonesi ancora fuori, Arini squalificato) e dubbi: Schiattarella (ginocchio) e Bonifazi (affaticamento) ieri hanno lavorato a parte, saranno rivalutati oggi. La mezz’ala è fondamentale, il giovane centrale nelle sue prime due gare da titolare ha impressionato. Se si dovesse rinunciare anche a loro la coperta sarebbe cortissima, tanto in difesa quanto a centrocampo. Poi, per carità, la Spal quest’anno ha già dimostrato più volte di poter sopperire alle assenze di questo o quello. Ma tanti fuori in una volta sola, e contro lo Spezia, potrebbero creare un pregiudizio.
Presenze già a quota 6.526
Di sicuro i biancazzurri arriveranno al big match spinti dall’autostima, dalle certezze, dall’entusiasmo. E da un popolo senza eguali. La prevendita dei biglietti, da lunedì, marcia a ritmi incredibili. Ieri sera risultavano venduti 2.314 tagliandi (111 per gli spezzini), che sommati ai 4.212 abbonati porta il monte-spettatori già certo alla quota di 6.526. Considerando che la prevendita continuerà on-line e nei punti autorizzati di Ferrara, provincia e Veneto e che ieri ha aperto la biglietteria centrale del “Mazza” (oggi attiva dalle 9 alle 13; domani dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19; sabato dalle 9 a fine primo tempo), facile che si arrivi oltre il tetto delle 7.500 presenze
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