Il popolo vibra, la Spal è passione infinita
Nella sede del Centro di Coordinamento: momento di grande soddisfazione, atmosfera unica e il futuro ci appartiene
FERRARA. Ieri mattina, sepolta sotto una cappa di nebbia, Ferrara sembrava grigia. In realtà era più biancazzurra che mai. La città, da mesi, si è riscoperta a vibrare con e per la Spal. L’entusiasmo è poi andato aumentando di continuo, fino a vivere - nelle ultime settimane, negli ultimi giorni - punte di passione che non si registravano da decenni. La squadra è quarta in serie B, il top dal 1968 a oggi. Sono ore di gioia, di batticuore biancazzurro, all’immediata vigilia del big match interno di domani contro lo Spezia, in occasione del quale il “Paolo Mazza” sarà una volta di più il centro del mondo.
Il popolo è alle stelle. Comprensibile. Come è logico che il polso vada preso alle componenti storiche del tifo spallino. Quelle che sono state a fianco della squadra anche nelle lunghe traversate del deserto calcistico, quelle che oggi meritano di vivere questi esaltanti momenti.
In corso Isonzo c’è la sede del Centro di Coordinamento Spal Clubs. Pare un museo: foto e maglie di ogni epoca, gagliardetti, cimeli. La sede è dedicata alla memoria di Antonio “Toni” Bersanetti, tra i protagonisti - nella stagione 1964/65 - della conquista dello scudetto Primavera. Calciatore promettente, carriera compromessa da un grave infortunio. Grandissimo tifoso biancazzurro, la vedova ha donato diversi ricordi (immagini, una coppa, una medaglia) al Centro.
Valentina Ferozzi, presidente, e Giuliana Magri (segretaria) sono al lavoro. Cariche a mille:
«È un momento di grande soddisfazione, anche per la permanenza di Vagnati. Nei giorni scorsi il possibile addio del ds e l’ipotesi del suo passaggio al Parma, hanno rappresentato un “colpo”. Lo spettro di un ribaltone ci ha spiazzato, Vagnati è tra i principali fautori dell’ascesa della Spal, la sua partenza sarebbe stata destabilizzante: abbiamo avuto paura, il rischio era quello che tornassero i fantasmi del passato. Per fortuna il direttore e la società si sono confermati riferimenti più che affidabili. Possiamo continuare l’ascesa».
Il Centro affonda le proprie radici nel passato:
«Nel 1989 - sottolinea la Ferozzi - eravamo nel Galo Guercio, dal 2000 siamo sì nel club ma abbiamo aperto il Centro di Coordinamento. Oggi contiamo nove club affiliati, in città e provincia ma anche a Levico e Gallarate. L’entusiasmo è rifiorito, annoveriamo 137 iscritti solo al Galo Guercio e circa 400 in totale. I club lavorano molto bene, e insieme rappresentiamo una voce importante della tifoseria. L’amore per la Spal che oggi riscontriamo di nuovo rappresenta un grande motivo d’orgoglio. Tutto va per il verso giusto, l’ambiente è bellissimo».
La Spal è in piena zona play off, a ridosso delle prime due posizioni. Il grande sogno è possibile?
«Io - dice Valentina Ferozzi - nei play off ci credo. Mi portavo dietro il retaggio dello scetticismo del passato, quando in altre categorie si parlava spesso di play off e poi o non li si raggiungevano o li si perdevano. Adesso invece sono molto tranquilla, quel che viene sarà gradito. Di sicuro questo gruppo - società, tecnici, giocatori - continuerà a dare molto».
«Ma stiamo con i piedi per terra...», suggerisce Giuliana Magri.
«In ogni caso - riprende Valentina Ferozzi - non vedo perchè non si debba e non si possa sognare. Certo, la serie A sarebbe il massimo, però se la si raggiungerà bisognerà essere tutti pronti, tutti a sostegno della squadra: Comune, società e pubblico. La B per adesso va benissimo, non vorrei che si facesse il passo più lungo della gamba, forse sarebbe meglio consolidarsi in categoria e poi tentare il salto nel giro di un paio d’anni. Detto ciò, perchè precludersi una possibilità? Questa Spal autorizza ogni speranza».
Domani arriva lo Spezia. Batterlo rappresenterebbe un altro passo per restare ai vertici. I tifosi storici, anche se danno prova di equilibrio, alla promozione pensano eccome:
«Sarebbe ipocrita negarlo. Prima - affermano all’unisono Valentina e Giuliana - dicevamo: “ce la faremo a rivedere la B?”. Adesso l’interrogativo è: “rivedremo la serie A?”... Ciò sta a sottolineare come in poco tempo, dopo anni e anni di delusioni e umiliazioni, con questa società sono cambiate le cose, le prospettive. Sì, sono momenti di enorme felicità».
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